A Milano attesa per entrare in Rinascente, mentre Apple resta chiuso

Fase 2: riparte lo shopping con poche code e sconti subito

L'ora "X" è scattata questa mattina alle 10.00, quando le saracinesche hanno iniziano a salire riaprendo i negozi di abbigliamento, calzature, pelletteria e intimo di tutta Italia. Da Milano a Roma, passando per Firenze, la ripartenza dopo 67 giorni di lockdown per il Coronavirus è graduale, come avevano stimato le associazioni di categoria, con molti negozi rimasti chiusi, in attesa di ultimare le operazioni di sanificazione.

Nel centro di Milano, capitale dello shopping, le code più lunghe (ma assolutamente gestibili) si sono viste dalla mattina solo davanti a Rinascente in piazza Duomo. Un po' di attesa per entrare da Zara in corso Vittorio Emanuele, mentre era abbastanza nutrito il gruppo di persone di fronte all'Apple Store di piazzale Liberty, che però è rimasto deluso: il marchio della mela ha deciso di non riaprire ancora.

In assenza di turisti, il traffico nei negozi è ancora limitato. Su tutte le vetrine sono affissi cartelli che spiegano ai clienti come comportarsi. All'ingresso di ogni locale, guanti e disinfettante per tutti e addetti alla vendita in mascherina che regolano l'afflusso.

Alla Rinascente la capienza sui vari piani è di 1.500 persone (ma in mattinata il numero di visitatori era visibilmente al di sotto). Da Intimissimi, invece, si entra in un massimo di 13, sui 4 piani di Benetton sempre in piazza Duomo in 90, da H&M in non più di 65. 

Sono praticamente tutti aperti i punti vendita dei grandi marchi del lusso tra la Galleria Vittorio Emanuele e il Quadrilatero della moda: Gucci, Versace, Louis Vuitton, Prada, Hermès, Chanel e Giorgio Armani. Ma anche in quest'area le code sono praticamente inesistenti (lo store di Vuitton in Montenapoleone con le vetrine arcobaleno sembrava il più animato della via), anche perché le griffe stanno promuovendo un servizio di booking online, che dà la possibilità ai clienti di prenotare in anticipo il proprio appuntamento in negozio. 

Sempre a Milano, ma in corso Buenos Aires, dove lo shopping si fa più democratico, le gelaterie sono più affollate dei negozi di moda: le uniche code si fanno per entrare da Ovs, dove la capienza massima è di 100 persone e dove per tutto il giorno si è registrato un flusso continuo di clienti. 

Restando su corso Buenos Aires, anche da H&M si deve pazientare qualche minuto prima di entrare, ma c'é da sottolineare che il brand svedese ha appena dimezzato la sua presenza lungo la strada. 

Scenario analogo a quello milanese si registra a Firenze, dove il centro città ha riaperto nel segno della cautela, ma con qualche exploit. All'apertura c'erano quasi cinquanta persone in coda da Zara, con almeno 30 minuti da attendere prima che arrivasse il proprio turno per entrare. Situazione analoga da H&M e in altri grandi marchi del centro storico fiorentino come la Rinascente o Benetton.

Attività tranquilla anche su via Tornabuoni, dove si trovano le griffe del lusso, mentre LuisaViaRoma ha dimostrato di non avere fretta nella ripartenza (anche perché il core business dell'e-commerce è a pieno ritmo), optando per un'apertura pomeridiana.

A Roma nel giorno della riapertura dei negozi, diversi commercianti dell'abbigliamento sono rimasti chiusi, come segno di rottura rispetto alle misure attuate dal governo. Ma tra chi ha scioperato non c'erano insegne del lusso: tutti i punti vendita tra via Condotti, Trinità dei Monti e via Frattina erano aperti regolarmente.

Una ripartenza soft, che però sembra destinata a dare vita immediatamente a qualche polemica sui saldi, fissati al primo agosto per tutta Italia.

Molti retailer infatti hanno compiuto una fuga in avanti, riaprendo l'attività con promozioni e sconti più o meno pubblicizzati ai clienti. Già da oggi i visitatori di Rinascente non possono non aver notato la moltissima merce della primavera-estate 2020 offerta a prezzi ribassati tra il 30% e il 50% (nella foto).

an.bi.
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