a parigi

Colette chiude dopo 20 anni

«Tutte le belle cose hanno una fine»: con queste parole, pubblicate sul suo account Instagram, il concept store parigino Colette annuncia la chiusura dopo 20 anni. Yves Saint Laurent è in trattative per insediarsi nello spazio.

 

La data prevista per la cessazione dell'attività è il 20 dicembre 2017. «Colette Roussaux è arrivata a un'età in cui vorrebbe dedicare più tempo a se stessa - si legge - e Colette senza Colette non può esistere».

 

L'iconico spazio, fondato da Roussaux insieme alla figlia Sarah Andelman, è dunque pronto a cedere il passo a Yves Saint Laurent: «Saremmo orgogliosi che prendesse casa qui un marchio con una storia così importante, con cui abbiamo più volte collaborato nel corso degli anni - prosegue lo statement -. Siamo felici dell'interesse manifestato da questa griffe, che potrebbe anche rappresentare un'ottima opportunità per i nostri dipendenti».

 

Una dichiarazione che tralascia un episodio riportato da BoF e successo quattro anni fa: quando Hedi Slimane decise di cambiare il nome del marchio da Yves Saint Laurent a Saint Laurent, la boutique lanciò una serie di T-shirt (circa 300) con un messaggio ironico ma non troppo, “Ain't Laurent Without Yves".

 

Una boutade che non fu presa bene dalla maison, che intimò che le magliette fossero tolte dall'e-shop di Colette.

 

Non solo: la casa di moda inviò una lettera in cui accusava lo store di vendere prodotti contraffatti, con un «serio danno d'immagine» per la griffe, annunciando la fine dei rapporti commerciali con Colette. Sarah Andelman, che tolse i capi dal web ma li lasciò nel negozio fisico, replicò: «Siamo stati scomunicati».

 

Acqua passata: oggi nessuna delle due parti ha interesse a rivangare il contenzioso. Una cosa che invece Colette tiene a precisare è che «fino all'ultimo giorno niente cambierà. Continueremo a rinnovarci di settimana in settimana con nuove offerte e collaborazioni (recente l'annuncio dell'intesa con H&M Studio, ndr), disponibili anche su colette.fr». Sito che a sua volta terminerà l'attività.

 

Nata esattamente due decenni fa, la boutique di poco meno di 800 metri quadri su tre piani si è connotata come un contenitore eclettico, curioso e trasversale di collezioni note e meno note, limited edition, accessori, oggetti, magazine, libri, food, eventi all'insegna della massima creatività, di una ricerca a tappeto tra nomi consolidati ed emergenti e di una lettura fuori dal coro del mondo della moda e del design.

 

Non sorprende che sia diventata un punto di riferimento per i fashion people e non solo: uomini e donne, giovani e meno giovani, sconosciuti e famosi.

 

Karl Lagerfeld è solo uno dei tanti che hanno affollato questo spazio, la cui fine - annunciata pochi giorni dopo la notizia che un altro importante concept store, il milanese 10 Corso Como, entra in un'altra fase con i neo-proprietari dello stabile, Tiziano Sgarbi e Simona Barbieri - è lo specchio di tempi che stanno cambiando molto velocemente a ogni latitudine.

 

 

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