a partire dalla pre-fall 2021/2022

Jacob Cohën: con la produzione e distribuzione inhouse inizia il nuovo corso

L'inizio di questo nuovo decennio sarà decisivo per Jacob Cohën, come preannuncia la presidente del brand, Jennifer Tommasi Bardelle, incontrata durante la recente edizione di Pitti Bimbo.

«Si sta per concludere un capitolo, quello in cui siamo stati affiancati da Giada come licenziatario - esordisce - e se ne apre un altro. A partire dalla pre-collezione autunno-inverno 2021/2022 ci occuperemo in prima persona della produzione e distribuzione di tutte le proposte, adulto e bambino, firmate Jacob Cohën, la cui cassa di risonanza a Milano sarà la showroom di 1.400 metri quadri a due passi dal Quadrilatero: una sede direzionale e commerciale aperta lo scorso settembre in via San Primo angolo via Senato».

«È inoltre in fase avanzata di costruzione a Piove di Sacco, nostro quartier generale in provincia di Padova, una nuova fabbrica - prosegue -. Una struttura operativa, sviluppata su 7.500 metri quadri, che sarà pronta prima dell'estate».

Il childrenswear viene già prodotto internamente, come del resto le calzature, e rappresenta per l'azienda uno dei pilastri di una progressiva brand extension.

«Si tratta di una novità - precisa Jennifer Tommasi Bardelle -. Il lancio è avvenuto lo scorso giugno, senza spingere troppo sull'acceleratore, e adesso eccoci al salone con una collezione di circa 150 capi, di cui un'ottantina al maschile».

La linea, interamente made in Italy e destinata a un target dai quattro ai 14 anni, è distribuita nei principali Paesi europei, a partire dal Regno Unito, e in Russia, ma grazie alle più forti sinergie che si svilupperanno con la parte adulto andrà presto a esplorare nuovi mercati, partendo dagli Stati Uniti. A occuparsene a livello commerciale è la showroom di via San Primo nel capoluogo lombardo, insieme allo studio Guffanti.

In sintonia con il posizionamento di Jacob Cohën, le proposte under 14 si rivolgono a un target alto di consumatori, per ora solo nel canale offline ma prossimamente anche attraverso l'e-commerce.

«I primi risultati sono positivi - afferma Jennifer Tommasi Bardelle -. Il debutto del kidswear ha rafforzato la brand awareness e ci ha sorpreso vedere che a livello sell in sono stati apprezzati soprattutto i capispalla e la parte "sopra". Davamo per scontato che a imporsi sarebbe stato il "sotto", i pantaloni, essendo una parte importante del nostro dna».

In quest'ottica, anche l'autunno-inverno 2020/2021 è improntato su un'impostazione total look: la bambina non ha che l'imbarazzo della scelta tra giubbotti chiodo, maxi bomber in eco pelle, felpone rigate e maglie con microcristalli, da abbinare a pantaloni di taglio skinny e worker, maglie ricamate con disegni "a graffiti" e camicie in toni sfumati con pennellate di rosso e rosa.

Per il maschio dominano gli eskimo, i parka e gli anorak impreziositi da lavorazioni tecniche, come nei modelli in denim stampato a rilievo su nylon con fodera logata. I jeans sono slim, cargo, jogging con coulisse in vita e fatigue dai tasconi applicati. Finissaggi stone, rammendi e corrosioni al laser ribadiscono uno stile che proietta la signature del marchio nel mondo dello streetstyle.

«I dettagli sono fondamentali - sottolinea l'imprenditrice e stilista -. Tutti gli accessori, dalle coulisse alle zip, fino ai fermacorda, sono personalizzati con il logo e tinti nel blu istituzionale Jacob Cohën. Come nell'adulto, vogliamo valorizzare l'identità attraverso la sperimentazione». 

Immancabili le salpe, segno distintivo della maison, realizzate in cavallino coloratissimo e con tecniche ad alta frequenza, oppure con grafiche ispirate al lettering dei giochi Nintendo e patch metal stropicciati, come la carta dei cioccolatini (nella foto, Jacob Cohën Junior per la FW 20/21).

a.b.
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