a pitti bimbo

Imperial: accordo con Gieffe Moda per la versione "taglie mini" di Please

Imperial, gruppo bolognese attivo nel settore fast fashion, fa il suo ritorno nel mondo della moda infantile grazie all’accordo con Gieffe Moda, impresa di Sant’Egidio della Vibrata (Teramo), per la versione in taglie mini della collezione Please. «Una collezione di circa 300 modelli - dice Adriano Aere - 100% made in Italy».

 

L'intesa prevede che Imperial affitti un ramo d'azienda di Gieffe Moda, che si avvale di una trentennale esperienza nel childrenswear. L'obiettivo è far decollare la collezione bimbo di Please, che insieme a Imperial e Dixie (insegna acquisita nel 2013) fa parte del portafoglio della realtà emiliana, fondata nel 1978 da Aere ed Emilia Giberti.

 

«Io parto da un presupposto, il voler produrre tutto in Italia - dice Adriano Aere -. Una scelta che nasce sia dall'esigenza di qualità, sia dal fatto che ho bisogno di fornitori vicini a me anche geograficamente, in modo da poter sviluppare anche in soli otto giorni qualunque quantitativo di merce».

 

«In quest'ottica - prosegue - mi sono mosso anche per il nuovo progetto legato al kidswear di Please, puntando sulla famiglia Forlini, a capo di Gieffe Moda, e dando vita a una newco di cui il gruppo Imperial detiene il 60% e i Forlini il 40%».

 

Aere è convinto che «insieme faremo un buon lavoro, noi con il nostro know how, le tecnologie, l'organizzazione impegnata anche su fronti come l'anticontraffazione (a questo proposito, non mi stancherò mai di ricordare che siamo stati pionieri nella registrazione dei marchi in 25 Paesi), loro con l'esperienza nel settore».

 

Si parte dunque con una collezione di circa 300 modelli, tra maschio e femmina, con la consapevolezza che «tutto nasce sempre dal prodotto», precisa Aere e aggiunge: «Per la distribuzione abbiamo costituito una rete vendita in Italia, con l'obiettivo di raggiungere quota 200/250 negozi, mentre all'estero le aree prioritarie sono la Germania, Paese in cui siamo già molto forti, la Francia e l'Olanda. Il fatturato sarà realizzato fifty-fifty tra il mercato interno e quello internazionale. Nei miei piani, in tre anni i ricavi di Please bimbo arriveranno a incidere sul nostro turnover complessivo nell'ordine del 10%, pari a circa 20 milioni di euro».

 

A proposito di numeri, l'azienda (con un organico di 200 addetti) punta al raddoppio del giro d'affari nell'arco di cinque anni. Nel 2014 ha fatturato 178 milioni di euro (+15,5% sul 2013), un risultato cui va sommata l'integrazione di Dixie, equivalente a 29 milioni, grazie alla quale si arriva a 207 milioni. L'ebitda è pari al 18% del giro d'affari. La stima sul 2015 è all'insegna della stabilità rispetto all'anno precedente.

 

Il 50% dei più di 8 milioni di capi prodotti annualmente sul nostro territorio da Imperial prendono la via dell'estero, dirigendosi verso i principali mercati di Europa, Asia e America. Centri di distribuzione sono attivi in Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Canada, Germania, Olanda, Danimarca, Cipro e Hong Kong.

 

Negli ultimi sei anni il retail è stato oggetto di importanti investimenti, con l'affiancamento di un centinaio di monomarca alla presenza nel canale wholesale, presidiato con un network di circa 1.500 multimarca worldwide. Nel novembre 2012,inoltre, è stata chiusaun’operazione finanziaria del valore complessivo di circa 9 milioni di euro, tramite la quale sono stati rilevati20 storea marchio Imperial, la cui proprietà era precedentemente gestita in società con Finalba.

 

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