A QUOTA 2,6 MILIARDI DI RICAVI

Il Gruppo Puig cresce del 27% sul 2019: l’obiettivo dei 3 miliardi è più vicino

Buone notizie dal bilancio del Gruppo Puig (marchi Paco Rabanne, Nina Ricci, Carolina Herrera, Jean Paul Gaultier e Dries Van Noten, solo per citarne alcuni), che archivia il 2021 con vendite nette pari a 2,58 miliardi di euro, +68% sul 2020 ma soprattutto +27% sul 2019.

A perimetro comparabile (escludendo l’acquisizione del brand Charlotte Tilbury e della divisione Derma) si parla di un +40% anno su anno. Visti questi risultati, il management punta a centrare l’obiettivo dei 3 miliardi di fatturato già nel 2022, anziché nel 2023, proiettandosi verso ricavi triplicati nel 2025.

L’ebitda passa dai 93 milioni di euro del 2020 - e dai 333 milioni del 2019 - a 425 milioni, balzando rispettivamente del 357% e del 27%, con  l’ambizione di arrivare a 500 milioni quest’anno. La società torna inoltre in utile per 234 milioni, dopo la perdita di 70 milioni del 2020, dal precedente utile di 226 milioni.

Una mano alle performance l’ha data l’e-commerce, salito al 28% del fatturato e con la prospettiva di raggiungere il 30% entro il 2025. Tra i mercati dominano gli Usa, seguiti da Regno Unito e Spagna: in madrepatria viene realizzato solo l’8,5% del turnover. In forte crescita la Cina, che potrebbe rubare la pole position agli States, dopo che il sell out in questo Paese si è triplicato. Tuttora determinante il ruolo dell’Emea, in cui viene realizzato il 58% del business.

Alla voce categorie merceologiche l’obiettivo è spingere sul beauty, che con il 16% è molto al di sotto della moda (73%) e leggermente inferiore ai profumi (17%), ma che ha grandi potenzialità da sfruttare, dato che nell’anno fiscale ha messo a segno un +153%.

Nel 2021  cosmetici e fragranze insieme sono cresciuti del 41% rispetto al 2020, anche grazie al lancio di Phantom di Paco Rabanne e Scandal pour Homme di Jean Paul Gaultier (nella foto). Ma si sono irrobustite anche realtà di nicchia nell’orbita del colosso iberico, tra cui L’Artisan Parfumeur e Penhaligon’s.

Nel commentare i risultati all’insegna dell’ottimismo, il ceo Marc Puig non ha potuto esimersi da un accenno al conflitto Russia-Ucraina, sottolineando che “l’Europa dell’Est non incide più di tanto sui nostri conti, nonostante le innegabili ripercussioni sul canale duty free, importante per l’azienda”. Lo scorso giugno, nel contesto di un’ampia e articolata strategia orientata alla sostenibilità e all’Esg, Puig ha aderito a United Nations Global Compact, ribadendo l’impegno a rispettare dieci principi universali tra i quali quelli relativi a diritti umani e ambiente.

a.b.
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