acquisita l'ultima tranche azionaria

Il Gruppo Damiani diventa proprietario unico di Venini

Il Gruppo Damiani, specializzato nell'alta gioielleria, è ora il proprietario unico di Venini: ha infatti acquisito l’ultima tranche del pacchetto ancora in possesso dei precedenti azionisti, alcuni dei quali continueranno a collaborare con l’azienda.

Obiettivo di Guido, Giorgio e Silvia Damiani, che avevano già a suo tempo rilevato la maggioranza del brand, sarà rilanciare la storica vetreria artistica, eccellenza del made in Italy, salvaguardando la tradizione vetraria di Murano e tutelandone il patrimonio manifatturiero.

Venini è un emblema del made in Murano, dove ha iniziato la propria attività quasi 100 anni fa. I neo-proprietari sono al lavoro su un piano di espansione estera per il marchio, specie sui mercati asiatici.

In quest'ottica rientra il recente opening di una showroom Venini a Gnangnam, il quartiere più vivace di Seoul in Corea del Sud, ma già in precedenza i Damiani avevano compiuto altri passi: un flagship a Milano in via Montenapoleone, vetrina di risonanza internazionale, un aumento di capitale di 4 milioni di euro a fine 2018 e collaborazioni con designer del calibro di Ron Arad, Fabio Novembre, Peter Marino e Tadao Ando.

Del resto, da sempre il legame di Venini con artisti e creativi è forte: dalla fornace - l'unica in grado di realizzare 125 colorazioni di vetro - sono passati, in questo secolo di vita, Napoleone Martinuzzi, Vittorio Zecchin, Carlo Scarpa, Gio Ponti, Mimmo Rotella, Gae Aulenti, Massimiliano Fuksas, Ettore Sottsass, Alessandro Mendini e altri.

Un'altra priorità è offrire alle aziende del lusso la possibilità di realizzare pezzi unici, partendo da un savoir faire artigiano di altissimo livello.

Due sono quindi le leve strategiche del Gruppo Damiani: da un lato il know how maturato nel distretto orafo di Valenza e, dall'altro, il polo del vetro a Murano.

Nel corso della sua storia, la società si è aggiudicata 22 oscar della gioielleria - i Diamonds International Awards - e altri premi. Venini, dal canto suo, è artefice di una delle opere in vetro più pagate della storia, La Sentinella di Venezia, battuta all'asta per 737mila dollari.

L'acquisizione è andata in porto a ridosso dei festeggiamenti per il centenario di Venini, previsti per il 2021: a fondare questa realtà sono stati infatti, nel 1921, l'avvocato milanese Paolo Venini e l'antiquario veneziano Giacomo Cappellin. «Fin da piccoli - commenta la vice-presidente del Gruppo Damiani, Silvia Damiani - io e i miei fratelli abbiamo avuto la fortuna di imparare a riconoscere il valore della manifattura italiana di qualità e il significato dell’impegno familiare, tipicamente italiano, nel tutelare, guidare e rinnovare la cultura attraverso scelte di business etiche e lungimiranti. Ecco perché poter festeggiare questo primo secolo di Venini e veder crescere il marchio nel mondo ci rende orgogliosi».

Le creazioni del brand di Murano sono, tra l'altro, entrate a far parte delle collezioni permanenti di musei della portata del Metropolitan Museum e del Moma di New York, della Fondation Cartier di Parigi, del Victoria and Albert Museum di Londra e delle Gallerie dell’Accademia di Venezia.

La stessa Venini possiede un museo, che con 45mila disegni, 10mila foto d'epoca e 4mila opere d’arte rappresenta il più prezioso archivio storico della vetreria artistica moderna e contemporanea. 

a.b.
stats