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Agent Provocateur passa da 3i a Sports Direct. Joe Corré: «Scandaloso»

A un passo dall'amministrazione controllata, dopo che il proprietario (il gruppo di private equity 3i) si è rivelato insolvente, l'iconico marchio di lingerie Agent Provocateur è stato acquisito da Mike Ashley, patron del retailer Sports Direct. «Una disgrazia per il business britannico» polemizza Joe Corré, figlio di Vivienne Westwood e fondatore del brand negli anni Novanta.

 

Ashley si è impossessato di Agent Provocateur per una cifra stimata oltre i 30 milioni di sterline tramite Four Marketing, società attiva nella distribuzione di label come 7 For All Mankind, di cui Sports Direct detiene una quota del 25%.

 

La vendita è stata condotta attraverso un "pre-pack deal", in base al quale viene trovato un compratore per un business in difficoltà prima della dichiarazione ufficiale di insolvenza.

 

Una procedura che non piace affatto a Joe Corré, artefice del successo di Agent Provocateur prima di cedere la maggioranza nel 2007 a 3i. Secondo lui il fondo di private equity avrebbe prima mandato in rovina «un grande marchio britannico», facendo poi di tutto per sbarazzarsene il prima possibile, accelerandone la crisi. Corré prevede, dopo quello che lui considera un colpo di mano a tutti gli effetti, una scia di contenziosi destinati a mettere in serie difficoltà 3i.

 

Come scrive Ben Marlow su telegraph.co.uk, sotto l'egida di Mike Ashley i posti di lavoro nel Regno Unito dovrebbero essere tutelati ma si profilano incognite all'estero. «Il magnate - scrive Marlow - ha comprato i diritti globali sul brand di lingerie di lusso, ma non si farà carico dei 100 negozi internazionali in 200 Paesi».

 

È dei giorni scorsi la notizia che il presidente di Agent Provocateur, Fabrizio Malverdi, sarebbe in pole position per succedere a Gianluca Flore al vertice di Brioni. Alla luce degli ultimi avvenimenti, l'ipotesi si rafforza (nella foto, un'immagine tratta dall'account Instagram di Agent Provocateur).

 

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