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Belstaff passa a Ineos, gigante inglese della chimica

Ineos (società tra le 200 più grandi al mondo secondo Forbes, attiva non nella moda ma nel settore chimico) ha firmato un accordo per acquisire Belstaff Group dalla svizzera Jab Luxury GmbH per una cifra non precisata. «Grazie a questo deal - si legge in un comunicato di Ineos - un heritage brand britannico, quale è Belstaff, ritorna in patria».

 

Il neo proprietario, con quartier generale nell'Hampshire, è una realtà da 18.500 dipendenti e 105 filiali in 22 Paesi e con vendite pari a 40 miliardi di sterline: si tratta della più grande private company nel suo Paese.

 

Quanto a Belstaff, nei suoi quasi 100 anni di attività (è stato fondato nel 1924) ha costruito una fama internazionale grazie all'immagine legata al mondo dell'aviazione e del motociclismo, armonizzati con la componente moda. Sempre più orientato al lifestyle, è distribuito in Europa, Usa e Asia. L'organico è composto da circa 200 persone.

 

Come riporta wwd.com, il ceo di Belstaff Gavin Haig si è detto entusiasta di questa operazione, che lega il marchio a «un'azienda dinamica, di forte spirito imprenditoriale, con una visione di lungo termine e in grado di apprezzare il nostro heritage».

 

Belstaff è il secondo fashion brand, dopo Jimmy Choo passato nelle fila di Michael Kors, ceduto da Jab Luxury, il cui senior partner Peter Harf ha commentato: «Abbiamo investito in Belstaff e nella sua crescita negli ultimi cinque anni. Ineos lo può accompagnare al meglio nella sua evoluzione». Ora nel portafoglio di Jab resta Bally, messo a sua volta sul mercato.

 

Il deal Belstaff-Ineos sarà completato entro fine anno. Non si conoscono i risvolti economici, ma si può supporre che la cifra sborsata dall'acquirente sia notevolmente inferiore rispetto agli 1,35 miliardi di dollari pagati da Michael Kors per accaparrarsi Jimmy Choo.

 

Lo scorso luglio si erano rincorse indiscrezioni su un possibile interessamento a Belstaff della Otb di Renzo Rosso, subito seguite da una secca smentita da parte del polo veneto. Smentita che, a differenza di quanto era accaduto con Marni - acquisita dopo aver negato fino all'ultimo questa possibilità -, stavolta corrispondeva a verità (nella foto, la giacca Roadmaster di Belstaff).

 

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