Ad Armani circa il 2% della nuova entità

Essilor-Luxottica: aspettative positive dall’Ops. Fashion curioso sul post merger

Parte oggi, 29 ottobre, l’Ops (Offerta pubblica di scambio) obbligatoria sulle azioni Luxottica in circolazione (36,3%), finalizzata al delisting del titolo dal listino milanese. Come già indicato a metà mese, gli azionisti che aderiscono otterranno 0,4613 nuove azioni EssilorLuxottica, dal valore nominale di 0,18 euro.

I titoli EssilorLuxottica sono scambiati sull’Euronext Paris dallo scorso 2 ottobre e al momento non è previsto un secondo listing sull’Mta, come hanno ribadito oggi in conferenza stampa a Milano i cfo di Luxottica ed Essilor, rispettivamente Stefano Grassi e Hilary Halper, che diventano co-cfo del nuovo gruppo (nella foto).  

In merito alle prospettive della chiusura dell’Ops e al sentiment degli investitori, Grassi ha parlato di sensazioni positive legate all’interesse per la combinazione dei due gruppi e gli effetti sinergici. «Si tratta - ha sottolineato - di business con livelli di complementarietà altissimi». «Dalla combinazione può essere creato molto valore», ha ribadito Halper.  

Grassi ha anche parlato di curiosità da parte del mondo della moda sulle potenzialità di una struttura così allargata e ancora più integrata verticalmente. Tra i brand nel portafoglio licenze di Luxottica figurano nomi come Chanel, Prada, Valentino e Giorgio Armani.

Armani è inoltre un socio storico di Luxottica e, come riporta wwd.com, intende aderire all’offerta. La sua quota del 4,6% del capitale del gruppo bellunese diventerà una partecipazione del 2% circa della nuova holding.  

Obiettivo di EssiorLuxottica è raggiungere i 2,5 miliardi di persone che nel mondo non hanno ancora accesso a una correzione visiva e i 6 miliardi che non si proteggono da raggi nocivi.

Attualmente sono stimate sinergie di costi e ricavi con un contributo netto annuo di 420-600 milioni di euro a livello di ebit nel medio termine e un’accelerazione successiva.

Le sinergie in termini di ricavi, previste pari a 200-300 milioni, deriveranno soprattutto dallo sviluppo di nuovi prodotti (facendo leva sull’integrazione fra montature e lenti), una maggiore capillarità distributiva e una logistica più efficiente, il rafforzamento dell’e-commerce e lo sviluppo dei mercati emergenti.

Quelle di costo, ipotizzate a 220-300 milioni, sono legate principalmente all’ottimizzazione della catena di fornitura, alle spese generali e amministrative  e ai minori costi di approvvigionamento.

Indicazioni più dettagliate sulle strategie e i numeri post fusione saranno resi noti nel corso di un capital market day previsto per il 2019, che sarà fissato presumibilmente «a valle dell’approvazione del primo bilancio congiunto 2018 Essilor-Luxottica». 

Entro la fine di gennaio 2019 il comitato Nomine e Remunerazione riceverà mandato di avviare la ricerca di un ceo per EssilorLuxottica.

Come precisato in conferenza stampa, è prematuro parlare di tempistiche per la nomina ma è plausibile la formalizzazione per il 2020.

La ricerca avverrà sia all’interno che all’esterno «ma senza ansia», dal momento che il nuovo gruppo è già dotato di un presidente esecutivo, Leonardo Del Vecchio (presidente esecutivo di Luxottica) e di un vicepresidente esecutivo, Hubert Sagnières (attuale presidente e ceo di di Essilor), con poteri pari a quelli del presidente esecutivo.

e.f.
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