Al via uno spazio nel nuovo Green Pea

Maurizio Caucci: «Il debutto retail di Re-Hash si tinge di green con lo store di Torino»

Il 9 dicembre è la data che segna il debutto di Re-HasH nel retail. Un esordio in chiave green, che vede nel nuovo polo torinese Green Pea la sede di elezione per iniziare questa avventura. Al via uno spazio in cui sarà protagonista la capsule sostenibile Re-HasH, Rethink, Recycle, Reduce. Lo racconta a fashionmagazine.it il ceo del brand Maurizio Caucci, che in questo momento spinge anche su digitalizzazione e internazionalizzazione.

Il primo punto vendita del brand nasce all’interno del nuovo progetto retail Green Pea della famiglia Farinetti, ai blocchi di partenza accanto a Eataly al Lingotto, focalizzato sul tema della sostenibilità: occupa una superficie di 52 metri quadri al secondo piano del building e si caratterizza per l’impiego di materiali naturali, pensati per essere riutilizzati e riciclati facilmente.

«L’apertura del primo store green Re-HasH concretizza e dà forza ai nostri sforzi progettuali. Un’iniziativa pilota che ci rende fieri e che speriamo possa essere la prima di una lunga serie», annuncia Caucci.

Focus del punto vendita è la nuova capsule dedicata al denim sostenibile Re-HasH, Rethink, Recycle, Reduce (nelle foto, alcune proposte della special collection), inizio di un progetto importante per l’azienda: una proposta articolata in otto capi realizzati con tele ecologiche certificate in cotone organico, cotone poliestere ed elastame riciclati, a cui si aggiunge il Tencel, fibra 100% biodegradabile.

«Pensiamo che oggi non si possa fare impresa senza avere ben presente l’impatto che le nostre azioni hanno sull’ambiente che ci circonda – spiega Caucci -. Crediamo fortemente che si possa operare creando prodotti di eccellenza a basso impatto ambientale. Una scelta etica che dovrebbe essere imprescindibile per qualsiasi azienda».

Tra gli investimenti più importanti di questo 2020 c’è anche l’apertura di una showroom direzionale di 500 metri quadri in via Morimondo a Milano: «Il capoluogo lombardo è senza dubbio un importante affaccio verso l’Europa e ci aspettiamo che questo spazio ci permetterà di ampliare le nostre relazioni, i nostri mercati e di poter attivare nuove collaborazioni con partner internazionali».

A proposito di questo difficile 2020 Caucci racconta: «Abbiamo sofferto, come tutto il settore all'inizio della pandemia. Con il passare dei mesi abbiamo riscontrato un aumento delle vendite e sulla nuova collezione Fall-Winter 20-21 stiamo riscontrando un picco di acquisti, grazie anche al Black Friday e all’online».

«Siamo riusciti a mantenere stabili le vendite uomo e a migliorare quelle donna del 20% circa - puntualizza l’imprenditore, che punta a chiudere l’anno con una leggera crescita - mentre l’e-commerce fa passi da gigante e oggi vale il 10% del turnover, con un aumento del 40% rispetto all'anno precedente».

Al momento il business in Rete è realizzato prevalentemente in Italia (il 65% nel 2020), ma i Paesi europei stanno crescendo, con Germania, Spagna, Olanda e Francia in primis. La piattaforma è comunque attiva in tutto il mondo e si ricevono ordini anche da Canada e Stati Uniti».

Strategiche, rivela Caucci, sono «le azioni di comunicazione coordinate con i social, che aiutano il raggiungimento degli obiettivi: «Per esempio il link diretto di un post all’e-commerce riesce senza dubbio ad agevolare le vendite online».

«Per fronteggiare le difficoltà dovute a questo momento - aggiunge - abbiamo avviato un processo di digitalizzazione, che si è concretizzato con l’apertura di un Digital Showroom all’interno del quale è possibile visionare i capi delle nuove collezioni: un supporto fondamentale  per la nostra rete commerciale che svilupperemo ulteriormente per le prossime stagioni. Investimenti che proseguono e che siamo sicuri porteranno grandi risultati».

Il prodotto resta il primo focus per Re-Hash, che identifica una proposta di pantaloni made in Italy in denim e cotone («Tra i cavalli di battaglia segnaliamo il modello Mucha da uomo e il Monica Z da donna»), ma che ha messo in produzione anche alcuni capispalla per completare i look. 

La collezione è distribuita in tutta Europa, in Canada, Russia, Sud Africa e Giappone ed è presente in importanti insegne come Harry RosenIsetanBarneysFurestBrian&Barry Rinascente, per citarne alcune.

Il brand fa capo all’azienda abruzzese F.G.1936, che realizza anche le label CplusTela Genova Construction. Ogni brand ha una sua fisionomia e un dna ben preciso, tiene a sottolineare Caucci: «Re-Hash, che vale il 55% del turnover e sforna 350mila capi ogni anno, si caratterizza per lo stile raffinato ed essenziale, Cplus per le atmosfere contemporanee, Tela Genova presenta un mood legato alla tradizione del denim, mentre Construction ha un’anima informale».

Il gruppo, che ha sede in provincia di Teramo, ha una produzione annuale di 600mila capi (350mila solo per Re-HasH) e un fatturato di 25 milioni di euro, realizzato per il 70% in Italia. Vanta tre stabilimenti su 26mila metri quadri di coperto e una lavanderia interna di oltre 5mila metri quadri.

c.me.
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