Alcuni sono pure sostenibili

Successo per il bond Alibaba: collocati 5 miliardi di dollari

Alibaba, il colosso cinese dell’e-commerce fondato da Jack Ma, non ha avuto difficoltà a collocare 5 miliardi di dollari di obbligazioni.

La domanda per i titoli emessi in dollari, come riporta Reuters, è stata di otto volte l’offerta, a sottolineare la fiducia degli investitori sul business, nonostante le recenti tensioni tra il fondatore Jack Ma e le autorità cinesi, riflessesi anche sulle oscillazioni delle azioni Alibaba.

Tra gli acquirenti dei bond vi sarebbero svariati fondi sovrani e fondi statunitensi long-only di alto profilo.

Si tratta, in particolare di quattro serie di obbligazioni: due da 1,5 miliardi di dollari ciascuna a 10 e 30 anni e altre due da 1 miliardo di dollari, con scadenza sia a 20 che a 40 anni.

Per di più le obbligazioni a 20 anni sono sostenibili e andranno a finanziare attività come la costruzione di uffici più ecologici o l’installazione di data center più efficienti dal punto di vista energetico.

Il gruppo, che vende su Tmall le collezioni di noti nomi della moda e del lusso, ha pubblicato recentemente i risultati dell’ultimo trimestre: i ricavi sono saliti del 37% a 33,8 miliardi di dollari e gli utili hanno segnato un +52%, sopra i 12 miliardi di dollari.

L’accelerazione delle vendite è stata alimentata da iniziative come il Singles Day (la giornata di shopping a prezzi scontati dedicata ai single, l’11 novembre 2020), che ha registrato vendite record, in aumento del 37% sull'anno prima.  

A fine gennaio le azioni Alibaba hanno ripreso a correre con la riapparizione in pubblico del fondatore Jack Ma (dimessosi da presidente esecutivo nel 2018), dopo un periodo di misteriosa scomparsa che in moilti hanno ricollegato a un discorso fatto da Ma in ottobre a Shanghai, in cui criticava le autorità di regolamentazione cinesi, accusandole di soffocare l'innovazione, e invitava a riformare il sistema finanziario attuale.

La vicenda si lega anche alla decisione delle autorità di regolamentazione di sospendere, ai primi di novembre, l'Ipo di Ant Group, gruppo di servizi finanziari scorporato da Alibaba.

Secondo alcuni, che il miliardario sia caduto un po' in disgrazia è anche evidenziato dal fatto che il suo nome non compare tra i grandi delle tecnologie made in China in un recente editoriale pubblicato dalla testata Shanghai Securities News

e.f.
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