troppe incognite legate al virus

Hugo Boss frena sulla guidance 2020

Le chiusure di numerosi punti vendita in Europa e negli Stati Uniti per arginare la diffusione del coronavirus hanno spinto Hugo Boss ad annullare la guidance 2020. Come sottolinea una nota, le previsioni fornite recentemente insieme ai risultati del fiscal year 2019 lo scorso 5 marzo non possono più essere considerate valide. Impossibile quantificare l’effetto negativo che la situazione avrà sulle vendite e sui profitti.

Per il 2020 l’azienda aveva previsto una crescita del fatturato al massimo del 2%, già segnata da un calo importante nella regione dell'Asia e del Pacifico. Ma queste proiezioni non sono più attendibili, come si legge in una nota.

"Abbiamo attivato una serie di misure estensive volte a proteggere il free cash flow della società - si legge -. In particolare, abbiamo sospeso i rinnovamenti dei negozi e le nuove aperture fino a data da destinarsi, oltre ad aver significativamente limitato l'afflusso di inventario. Ci focalizziamo più che mai sui nostri marchi Boss e Hugo: grazie al loro potenziale il gruppo ritornerà in fretta a una crescita profittevole, non appena la situazione si sarà normalizzata".

Il comunicato sottolinea altresì l’attenzione dell’azienda nel proteggere i propri dipendenti e clienti e nel contenere la diffusione del Covid-19, nel rispetto delle normative delle autorità. 

Il 2019 si è chiuso per l’azienda tedesca, cui fanno capo i marchi Boss e Hugo, con ricavi preliminari pari a 2,88 miliardi di euro, in aumento del 3% rispetto al 2018 (+2% a cambi costanti). L’ebit ha totalizzato 333 milioni, senza gli effetti dell’Ifrs 16 (il nuovo principio contabile sui leasing), in calo del 4% rispetto all’anno prima. Considerando l’Ifrs 16, il risultato operativo ammonta a 344 milioni (-1% sul 2018).

Nella foto, un outfit della linea Hugo.

c.me.
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