Alla ribalta con la newco Dreamers Factory

Antonioli: «Tra Demeulemeester e 44 Label Group il filo conduttore è la passione»

È previsto per il 16 gennaio, con una presentazione in formato digitale, il debutto sulla ribalta di Milano Moda Uomo di 44 Label Group, il marchio legato alla musica techno lanciato lo scorso giugno da Claudio Antonioli. Una nuova tappa nel percorso intrapreso dall'imprenditore, dopo avere ceduto il gruppo Ngg a Farfetch, che lo ha portato nel 2020 all'acquisizione di Ann Demeulemeester. Progetti che fanno capo al nuovo polo Dreamers Factory, nato nel 2021.

Per Claudio Antonioli, come ci racconta nell'intervista pubblicata sul numero di Fashion in distribuzione in questi giorni e sfogliabile in versione e-paper su fashionmagazine.it, è iniziata una nuova fase, più legata al piacere e al concetto di responsabilità verso la moda.

«Dreamers Factory - spiega - è nato come incubatore di nuovi progetti legati alla moda, con una visione trasversale che abbraccia anche altre forme espressive. In questo momento voglio dedicarmi con spirito indipendente a progetti legati alle mie passioni e al mio modo di vedere le cose, che mi stimolino e mi soddisfino. E se arriveranno gli spunti giusti, non mi tirerò certo indietro. Ma sempre con coerenza».

Con Ann Demeulemeester (foto sotto) la sfida è quella di «tutelare il nome e il dna della griffe, preservando la sua unicità - prosegue -. Si tratta di un discorso affettivo, ma anche di un dovere nei confronti della moda e quindi meno legato al business (che ovviamente ha la sua importanza)».

In questi mesi Antonioli ha riportato la produzione della collezione in Italia e ha effettuato un'attenta selezione della rete wholesale, oggi ridotta del 50%, con un taglio delle vetrine non allineate all’immagine.

Anche il retail è nel mirino. «Lo scorso settembre abbiamo riaperto le porte dello storico negozio di Anversa, oggetto di un’operazione di restyling curata dal marito e socio di Ann, Patrick Robyn. Una vetrina a cui vorrei affiancare presto punti vendita a Milano, Parigi, Londra e New York. Nel frattempo stiamo completando la ristrutturazione della showroom nel Marais a Parigi».

Al momento Antonioli è concentrato sull’immagine e sul posizionamento della label: «Non voglio troppi capi in giro, preferisco l’assenza di prodotto a saldi e promozioni. Per questo a molti negozi che mi hanno chiesto budget elevati ho proposto di dimezzarli. L’e-commerce è gestito con la medesima ottica selettiva. La collezione è venduta sul sito del marchio, sulla piattaforma antonioli.eu o su realtà come MyTheresa, Ssense e LEclaireur».

Dopo avere deciso di rimandare al prossimo giugno causa Covid l'evento a Pitti Uomo, dove Ann Demeulemeester era stata scelta come special guest dell'edizione appena iniziata, Antonioli si accinge a sfilare la Fall-Winter 2022 in versione co-ed alla Fashion Week donna di Parigi.

Domenica 16 gennaio, invece, è on schedule nel calendario di Milano Moda Uomo la presentazione in versione digitale dell'altra label nella scuderia di Dreamers Factory, 44 Label Group, lanciata lo scorso giugno: «Un brand profondamente influenzato dalla musica techno, mia grande passione, che ho lanciato insieme a due dj internazionali, il tedesco Max Kobosil e l’italiano Matteo Milleri. Lo stile è metropolitano e supera gli stereotipi di genere (foto sotto).

Le novità per Antonioli non sono finite, anche in relazione al suo network di negozi Antonioli store. Lo scorso dicembre è stato inaugurato a Torino un punto vendita Antonioli Inner, il format focalizzato sullo streetwear, che si aggiunge alle nove vetrine Antonioli attive tra Milano, Torino, Lugano e Ibiza.

Intanto cresce l'e-commerce che, durante la pandemia, ha avuto una progressione del 20% e che vale il 50% del giro di affari dell'insegna, pari a 70 milioni di euro.

Ma non c'è solo la moda tra le passioni di Antonioli. «Tra qualche mese - annuncia - aprirò un ristorante vegano a Milano, vicino a corso Genova, in un ex asilo risalente alla metà dell’Ottocento che ho rilevato come immobile. Sono animalista e vegetariano convintissimo e spero che più gente possa apprezzare questo tipo di approccio».

«Non a caso - conclude - vivo con otto cani e quattro gatti e sono a capo di una fondazione che si occupa della cura dei cani abbandonati, per i quali ora sto aprendo un rifugio a Bernate Ticino».

c.me.
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