Alzate le previsioni annuali

Lululemon: +88% le vendite dei primi tre mesi

I consumatori tornano a fare shopping in negozio e Lululemon archivia il primo trimestre con ricavi in aumento dell’88% a 1,23 miliardi di dollari, contro gli 1,13 miliardi previsti dagli analisti (fonte: Refinitiv). Soddisfatto il management del marchio di abbigliamento sportivo che ha migliorato le stime per l’intero esercizio fiscale.

Nei tre mesi terminati il 2 maggio, l’utile netto del brand americano è salito a 145 milioni di dollari, o 1,11 dollari per azione, dai precedenti 28,6 milioni. Escludendo gli oneri straordinari, Lululemon ha registrato profitti pari a 1,16 dollari per azione, meglio dei 91 centesimi stimati dagli analisti.

Le vendite sono cresciute anche rispetto al primo trimestre del 2019 (+57%) e dall’azienda fanno sapere che le collezioni uomo hanno accelerato più velocemente della donna, rispetto al periodo pre-pandemia.

Il Covid ha sostenuto le vendite di capi per il fitness e le attività di workout in casa, oltre alle proposte per il running e lo spin biking.

Di questi trend hanno beneficiato anche player come Nike e Under Armour, oltre a retailer come Gap, con proposte di marchi controllati come Athleta e Old Navy.

Per l’intero esercizio Lululermon prevede utili rettificati fra 6,73 e 6,86 dollari per azione, ipotizzando che le vendite salgano fra 5,83 e 5,91 miliardi. Gli analisti sono più prudenti: prevedono profitti pari a 6,48 dollari per azione e un giro d’affari di 5,68 miliardi.

Nelle precedenti stime, l'azienda prevedeva un turnover annuale fra 5,55 e 5,65 miliardi di dollari.

Ieri il ceo Calvin McDonald (nella foto) ha detto agli analisti finanziari che, in un futuro prossimo, il business all’estero dovrebbe raggiungere quello in Nord America (era il 14% dei ricavi nel 2020).

Un altro impulso alle vendite dovrebbe arrivare dalla piattaforma di proprietà per il fitness in casa Mirror, che dovrebbe veicolare tra 250 e 275 milioni di ricavi.

e.f.
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