anniversari

I 70 anni del Gruppo Miroglio

Sul leitmotiv dello slogan "L'innovazione è la nostra tradizione" il Gruppo Miroglio ha festeggiato ad Alba i primi 70 anni con una serie di iniziative, tra cui una retrospettiva fotografica, una scenografica esposizione di manichini e un concerto a sorpresa di Noemi per i dipendenti.

 

Tutto è partito nel luglio 1947, quando Giuseppe Miroglio fece installare i primi telai per produrre tessuti su scala industriale (vedi gallery), anche se l'azienda affonda le radici nell'Ottocento.

 

Se il fondatore vedesse cosa è diventato il Gruppo Miroglio oggi ne sarebbe orgoglioso: giunta alla quarta generazione, la realtà piemontese da 622 milioni di fatturato è presente in 34 Paesi con 49 società operative, ha quattro stabilimenti produttivi e dà lavoro a un organico di 5.500 persone.

 

Due le macro-divisioni, Miroglio Textile (leader europeo nei tessuti stampati, nella carta transfer e nei film tecnici per la lavorazione di varie tipologie di materiali) e Miroglio Fashion (cui fanno capo 11 brand tra cui Motivi, Oltre, Elena Mirò e Fiorella Rubino).

 

Una unit, quest'ultima, che può contare su una rete di 2.400 multimarca e 1.188 monomarca, pari a oltre 10 chilometri di vetrine, e le cui figure chiave sono la presidente - nonché vice-presidente del gruppo - Elena Miroglio e il ceo Hans Hoegstedt, svedese trapiantato in Piemonte, che ha assunto questo ruolo nell'autunno 2016 e che recentemente ha annunciato una serie di novità importanti: investimenti per 40 milioni nel 2017 in progetti che vanno dal marketing all'IT, la trasformazione dei negozi in base al format "Miroglio Retail 4.0" e, non ultimo, l'ambizioso piano "300 in 300", che prevede il restyling di 300 boutique in Italia nel corso dell'anno e che ha già portato durante il primo trimestre a un aumento del fatturato del 18%.

 

Per quanto riguarda Miroglio Textile, capitanata da Armando Ballarini, tra le sfide lanciate dal 2013 a oggi spicca la sostenibilità, attraverso tecniche di produzione ecocompatibili e stampanti digitali di ultima generazione.

 

Uno sguardo verso il futuro che si rafforza con il recente lancio di Mip-Miroglio Innovation Program, con cui il gruppo promuove le start up più convincenti del mondo della moda.

 

Come ha sottolineato il presidente Giuseppe Miroglio riallacciandosi allo slogan "L'innovazione è la nostra tradizione", «è questo il filo conduttore che parte dall'intuizione di mio nonno e prosegue nel tessile e nella confezione in serie dopo la seconda Guerra Mondiale, fino ad arrivare allo sviluppo del fast fashion e alle sfide dettate da globalizzazione e digitalizzazione». «Per noi - ha sintetizzato - essere innovatori per tradizione significa una propensione continua al miglioramento, nel rispetto delle nostre radici».

 

La storia della società di Alba parte da lontano, perché se è vero che fu nel 1947 che Giuseppe Miroglio diede il via a quello che oggi è l'azienda, va detto che già a fine Ottocento Carlo e Angela Miroglio commerciavano tessuti, prima come ambulanti e poi con un negozio aperto nel centro di Alba.

 

Le tappe da segnare sono tante, ma basta ricordarne alcune: il 1955, con la creazione di uno stabilimento per la produzione di confezioni in serie e la conseguente nascita della divisione Vestebene; il 1959, quando viene aperta una moderna fabbrica di tintoria e stamperia, completando il ciclo dal tessuto all'abito confezionato; il 1976, che vede la nascita di un impianto dedicato alla carta transfer, trasformatosi oggi in Sublitex, e il 1981, in cui le Filature Miroglio iniziano la propria attività.

 

E ancora il 1985, con il lancio in anticipo sui tempi della linea curvy Elena Mirò, mentre nel 1993 - a tre anni di distanza dall'avvio di Caractère, sinonimo di abbigliamento di target medio-alto - i Miroglio diventano pionieri del fast fashion con il brand Motivi. Da menzionare inoltre, negli anni Duemila, il debutto di insegne come Oltre e Fiorella Rubino, nel contesto di un generale sviluppo nel retail.

 

In parallelo, i vertici aziendali capiscono l'importanza di agire "glocal", mettendo a segno acquisizioni e joint venture: una delle più eclatanti è nel 2008, quando viene rilevato il 50% del gruppo turco della moda Ayaydin.

 

Digitalizzazione, strategie eco-friendly, customizzazione del servizio, identità di marca, IT e omnichannel sono le parole d'ordine degli ultimi anni.

 

Una costante è l'attenzione alle persone, interne ed esterne all'azienda. Per questo una data che sta a cuore alla famiglia Miroglio è il 1973, quando Giuseppe e la moglie Elena danno il la alla Fondazione Opera Elena Miroglio, diventata nel 2007 Fondazione Elena e Gabriella Miroglio.

 

Una realtà attiva nell'assistenza sociale, culturale e sanitaria, inizialmente per i dipendenti e i loro famigliari e poi, con la trasformazione in onlus, a più ampio raggio. Perché tutto parte dalle persone e questo i Miroglio, al di là dei grandi numeri, non lo hanno mai dimenticato.

 

stats