Aperta la questione della successione

Alessandro Michele lascia Gucci: «Diverse prospettive». Scatta il toto-nomine: sarà ancora una promozione interna?

Chi sostituirà Alessandro Michele alla direzione creativa di Gucci? È questa la domanda che tormenta gli addetti ai lavori, ora che è arrivata l’ufficializzazione della notizia dell’addio dello stilista alla griffe di Kering.

 

Michele, che domani, 25 novembre compirà 50 anni, lascia il ruolo di direttore creativo dopo che in oltre 7 anni ha rivoluzionato Gucci portandolo a fatturare da 3 a 10 miliardi di euro e trasformandolo in un brand da molti è stato definito "streetwear di lusso" e amatissimo dalle giovani generazioni, che lo hanno commercialmente premiato.

Proprio questo posizionamento, si vocifera, avrebbe provocato recentemente  l'insoddisfazione di François-Henri Pinault, proprietario del brand che avrebbe chiesto a Michele di riportare la griffe in un posizionamento più alto, avviando un cambiamento radicale di design.

 

Un'indicazione arrivata subito prima della sfilata del febbraio scorso, quella che ha visto il debutto della collaborazione con Adidas, e che tuttavia non sarebbe stata rispettata dallo stilista, che nel corso degli ultimi mesi avrebbe dimostrato un certo distacco, disertando anche alcune riunioni chiave sullo sviluppo delle collezioni, facendo sorgere all’interno dell’azienda la consapevolezza di un processo di cambiamento in atto.

 

Una consapevolezza, che ieri è diventata realtà con la pubblicazione in tarda serata di un comunicato stampa sull’addio di Michele reso necessario, dopo che la notizia dell’imminente divorzio, rimbalzata online e anticipata ieri da Wwd, ha provocato un vero terremoto nel fashion system.

 

«Ci sono momenti in cui le strade si dividono a causa delle diverse prospettive che ognuno di noi può avere - ha scritto Michele nel comunicato giustificando il suo addio -. Oggi si conclude per me un viaggio straordinario, durato più di vent'anni, all'interno di un'azienda a cui ho dedicato instancabilmente tutto il mio amore e la mia passione creativa».

 

Adesso si apre il capitolo della sua successione, mentre i rumors interni sembrano confermare la solidità della poltrona del ceo Marco Bizzarri, che assieme a Michele ha rivoluzionato il marchio. Luca Solca, analista di Bernstein, ha definito in una nota l’addio del creativo “Un’ottima notizia”, perché “Gucci soffre di una certa stanchezza”, ma se è vero che le novità fanno bene al sistema moda, altrettanto vero che quella di Michele non è un’eredità facile da raccogliere perché la sua forza innovativa è difficilmente replicabile

 

«L'ufficio stile di Gucci continuerà a portare avanti la direzione creativa della maison fino all'annuncio di una nuova organizzazione», dicono da Kering e sono in molti a chiedersi se l’annuncio del sostituto possa arrivare prima di gennaio, quando è prevista la sfilata della collezione uomo, che segna il ritorno di Gucci all’interno del calendario della settimana della moda milanese.

 

Ci si domanda, inoltre, se Bizzarri e Pinault opteranno anche questa volta per una sostituzione interna. Una soluzione che per Gucci sembra essere la prassi sin dai tempi di Tom Ford, rimpiazzato dalla “vice” Alessandra Facchinetti, a cui in seguito è succeduta la collega Frida Giannini, sostituita dopo 15 anni dal braccio destro Alessandro Michele.

 

In questo caso, due sarebbero i nomi più gettonati per la sostituzione: Remo Macco, un veterano di Gucci - che è stato recentemente nominato direttore del design dello studio e incaricato di offrire prodotti più commerciali per bilanciare l'estetica di Michele – e Davide Renne, anche lui veterano della maison, molto noto tra gli addetti ai lavori. 

 

Anche sui social media è partito nelle ultime 24 ore il toto-stilista: c'è chi punta su Riccardo Tisci come successore di Michele, che dopo l'addio a Burberry è tornato sulla piazza. In molti sperano che a mettersi al lavoro sugli archivi Gucci sia Phoebe Philo, stilista antidiva per antonomasia, già direttore creativo di Céline, apprezzata per il suo stile minimalista, che poterebbe andare incontro ai desideri di Pinault. Una nomina che al momento sembra fantascientifica, visto il legame tra la stilista e Lvmh, che dovrebbe portare al lancio del brand eponimo.

 

C’è chi in azienda fa notare che un peso nella scelta del successore di Alessandro Michele potrebbe averlo Maria Cristina Lomanto, che è stata nominata vicepresidente esecutivo, direttore generale di Gucci. La manager arriva da Roger Vivier, dove lavorava fianco a fianco con Gherardo Felloni, da molti visto come l’erede naturale di Michele per l'estro creativo, ma più ancorato alle logiche del lusso, proprio come piace a Pinault.

Ma l’elenco dei candidati ipotizzati è già lungo nonostante non siano ancora trascorse 24 ore dall’annuncio del divorzio e comprende anche nomi outsider nel segno del cambiamento come Jacquemus e Grace Wales Bonner, entrambi molto spinti sui social media. Il primo ha sempre assicurato di volersi concentrare sul proprio brand che vuole portare presto a mezzo miliardo di fatturato, la seconda è data da molti come erede di Virgil Abloh alla guida di Louis Vuitton Uomo.

an.bi.
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