approvazione del bilancio e prospettive

Moncler: «Primo semestre difficile, ci concentriamo sui progetti essenziali»

Un 2019 archiviato con dati più che positivi e un 2020 inevitabilmente condizionato dalla pandemia anche se gli investimenti continuano, come dimostra l'intesa siglata con Interparfums per la nuova linea di fragranze.

Ieri, durante l'assemblea degli azionisti, Moncler ha approvato il bilancio consolidato d'esercizio al 31 dicembre scorso, chiuso con ricavi pari a 1,62 miliardi di euro (+13% a tassi correnti o +15% a tassi costanti) e con un utile di gruppo (esclusi gli impatti Ifrs 16) di 361,5 milioni (+9%). L'utile netto inclusivo degli impatti Ifrs è di 358,7 milioni.

Ma la voce «aggiornamento del business», in tempi di coronavirus, ha preso il centro della scena, dopo che dalla prima trimestrale 2020 è emerso un calo del 18% dei ricavi, che si sono attestati a 310,1 milioni di euro.

Allo stato attuale restano ancora chiusi 36 negozi a livello mondiale, su un totale di 212. In particolare, a gennaio e febbraio hanno tenuto la saracinesca abbassata 12 store retail in Asia, per una media di 30 giorni, mentre a fine marzo 111 dos sono stati temporaneamente fermi, una cifra salita a 123 in aprile e scesa a 43 a fine maggio.

Anche il freno tirato nel wholesale ha avuto effetti consistenti sulle performance di questo canale.

La situazione produttiva e logistica si è normalizzata, dopo che l'azienda ha dovuto affrontare diverse complessità, legate alla realizzazione delle collezioni e al reperimento delle materie prime, senza contare le conseguenze della chiusura dei centri distributivi per il business online.

Alla voce gestione del personale, sono stati presi tutti i provvedimenti per la sicurezza, compresi l'incentivazione della modalità lavorativa di remote working anche dopo la fine del lockdown, la possibilità di effettuare test sierologici e tamponi, la disponibilità di bici per la mobilità alternativa a Milano e l'acquisto di un macchinario per la produzione di mascherine chirurgiche a uso dei dipendenti e della comunità.

Il management si concentra sui progetti «essenziali al rafforzamento del brand», come si legge in una nota, posticipando quelli non essenziali. Il focus è più che mai sull'online e il digitale, anche nell'ottica di mantenere alto l'engagement dei consumatori, inclusi i cosiddetti new local, coloro che si stanno spostando di meno dal Paese d'origine o non stanno viaggiando affatto, per le restrizioni ma anche per le mutate condizioni di vita.

In primo piano una forte «flessibilità manageriale», in un contesto che resta incerto soprattutto in Europa e America. «Tale situazione - anticipa il comunicato - avrà effetti importanti sulla performance del primo semestre, anche alla luce del fatto che a oggi il secondo trimestre è stato penalizzato dalle chiusure temporanee degli store in maniera più significativa del primo quarter».

a.b.
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