attiva da 30 anni nel kidswear

Marbel: in vista nuove acquisizioni e con il 2021 parte la sfida online

In contemporanea con un back to school tanto atteso, l'azienda pugliese Marbel - specializzata da 30 anni nell'abbigliamento infantile - annuncia importanti novità in arrivo.

E' infatti in procinto di ampliarsi, grazie a prossime acquisizioni di marchi leader nel settore, un portafoglio brand già ricco, di cui fanno parte nomi come Gaelle Paris, Vicolo Girl, D.A. Daniele Alessandrini, Alviero Martini 1a Classe Junior, Aspen Polo Club, Refrigue e Sergio Tacchini.

"Ci prepariamo ad affrontare una fase di cambiamento dei mercati, basandoci su una lunga esperienza e sul successo ottenuto negli anni, grazie alla capacità di interpretare le esigenze dei clienti e fornire loro il massimo di qualità e stile", commenta Giuseppe Cariello, fondatore e ceo della realtà radicata a Bitonto, al centro di un distretto dalla lunga tradizione tessile.

"L'evoluzione - anticipa Cariello - passerà anche dal digitale, che contribuirà a ridefinire il posizionamento del gruppo".

L'imprenditore si riferisce al lancio della piattaforma di e-commerce, previsto per il 2021: "Una finestra che si apre sul mondo - dice - con l'obiettivo di creare nuovi dialoghi con l'estero".

Attualmente circa l'80% dei ricavi di Marbel viene realizzato in Italia, tramite una distribuzione capillare che vede la presenza dei marchi licenziatari in negozi di fascia media e alta. Il restante 20% si focalizza prevalentemente sull'Europa, puntando a Belgio, Francia, Olanda e Germania, ma sono strategici anche Russia, Emirati Arabi e Regno Unito.

Interessanti prospettive di sviluppo, anche grazie agli investimenti sull'online, si aprono in Asia e Medio Oriente, aree sempre più importanti per una realtà il cui fatturato nel 2019 ha fatto un balzo in avanti di oltre il 40%, passando da 13 a 18 milioni di euro.

Al netto del Covid, l'obiettivo prefissato per il 2020 - salire a 22 milioni di euro - sarebbe stato a portata di mano, ma la pandemia ha rimescolato le carte.

Giuseppe Cariello prevede comunque un incremento di qualche punto percentuale. Un risultato notevole, non solo se si pensa al rallentamento generale dell'economia italiana, ma anche nello specifico alle difficoltà incontrate dalla cerimonia: un settore chiave del childrenswear, sul quale hanno pesato l'annullamento o il posticipo, durante il lockdown e non solo, di comunioni, cresime e festicciole tra bambini.

Ma all'arco di Marbel ci sono altre frecce, a partire dallo sportswear e dal casualwear di qualità, che hanno dato buoni segnali di ripartenza, favoriti anche dalla decisione del governo di aprire le attività commerciali dedicate ai più piccoli in anticipo rispetto alle altre.
A cura della redazione
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