Azioni in calo a New York

Fuggi fuggi di manager da Salesforce: prima il co-ceo Taylor, poi Stewart Butterfield

All’inizio di dicembre ha colpito la brusca discesa del titolo Salesforce, alla Borsa di New York, sulla scia dell’annuncio che il co-ceo Bret Taylor lascerà l'incarico il 31 gennaio. Alla guida della società di cloud computing di San Francisco, tra i leader nelle tecnologie per il Customer relationship management (Crm), resterà solo l’altro co-ceo, Marc Benioff.

Ieri un nuovo crollo delle quotazioni: -7,35% alla chiusura di Wall Street, a 133,93 euro per azione, che corrispondono a una capitalizzazione dell’azienda di quasi 134 miliardi di dollari. Questa volta ad annunciare l’uscita dal gruppo, che conta fra i clienti diverse aziende della fashion industry, è Stewart Butterfield (nella foto), il co-fondatore e ceo di Slack, realtà che realizza software per la collaborazione aziendale, rilevata da Salesforce 18 mesi fa. Stewart è noto pure per avere co-fondato Flickr, tra i pionieri della condivisione di immagini e del social web.

A pesare sull’andamento del titolo Salesforce, che scende anche oggi (alle 17 italiane registra un -0,53% a New York), è stato pure il fatto che alcuni analisti hanno abbassato i loro target price. Credit Suisse l’ha ridotto a 225 dollari, dai 250 precedenti, mantenendo il rating “outperform”. Citi l’ha fissato a 164 dollari, dai precedenti 170, con rating “neutral”. Entrambi gli uffici studi hanno citato il fatto che Bret Taylor lascia la sua carica dopo un solo anno.  Gli analisti di Citi hanno anche ricordato che Salesforce sta perdendo un partner-chiave come Veeva, prossimo a lasciare la piattaforma per il Crm di Salesforce, per lanciare un proprio software all’inizio del 2025.

Non sembrano essere bastate, a calmare gli investitori, le affermazioni di Butterfield alla Cnbc, cioè che la decisione di lasciare Salesforce non è legata al fatto che Taylor se ne andrà.

Ma c’è dell’altro. Come riporta il sito The Information non c’è da meravigliarsi che Salesforce abbia perso il 45% del suo valore dal deal per Slack, comprata per quasi 28 miliardi di dollari, 29 volte i ricavi attesi. Un multiplo stellare secondo l’investment bank Qatalyst Partners, elaborato in un momento in cui la pandemia teneva ancora banco, così come il lavoro da remoto e la conseguente utilità dei chat-based collaboration software.

A rendere la situazione calda c’è anche il fatto che, dallo scorso ottobre, tra gli azionisti del gruppo californiano figura anche l’investitore attivista Starboard Value, che sembra adori terrorizzare le tech company e, in genere, esercita pressioni affinché incrementino i loro profit margin.

Salesforce ha realizzato una crescita dei ricavi del terzo trimestre del 14% a 7,84 miliardi di dollari (+19% a valute costanti) e ha una prospettiva, per l’intero esercizio fiscale, di incremento del fatturato del 17% fra 30,9 e 31 miliardi. Il risultato operativo del periodo è balzato a 460 milioni di dollari, dai 38 milioni del terzo trimestre 2021 e il margine è salito dallo 0,6% al 5,9%, che però si confronta con un operating profit margin del 43% di Microsoft e del 23% di Oracle.

La scorsa settimana la cfo della società Amy Weaver in una call con la comunità finanziaria sugli utili ha promesso che sarà tenuta sotto stretto controllo la struttura dei costi, ma forse dal management ci si aspetta un'azione più radicale.

e.f.
stats