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Pablo Isla (Inditex): «In crescita ma sostenibili. Prossimi step India e Bielorussia»

Durante il general meeting annuale di Inditex - svoltosi oggi, 18 luglio, ad Arteixo in Spagna - il presidente e ceo del gruppo Pablo Isla (nella foto) ha sottolineato la crescita «solida e sostenibile» dell'azienda, che sbarcherà in India con l'e-commerce in ottobre e metterà piede con i suoi store in Bielorussia.

 

Inditex - che nel 2016 ha raggiunto un fatturato di 23,31 miliardi di euro, con un utile netto di 3,16 miliardi - pagherà un dividendo di 0,68 euro per azione, con un incremento del 13,3% anno su anno e dell'89% nell'arco dell'ultimo quinquennio.

 

«La nostra società - ha affermato Isla - si focalizza sulle persone, sul talento creativo e sull'integrazione tra online e offline, oltre che su una strategia di sviluppo sostenibile».

 

Come ha sottolineato il top executive, negli ultimi cinque anni le vendite sono aumentate del 69% e quelle same-store del 37%, «con risultati positivi in tutte le regioni».

 

Gli highlight del prossimo futuro sono il lancio dell'online store in India e, già in agosto, i primi passi da muovere in Bielorussia attraverso le insegne Zara, Pull&Bear, Massimo Dutti, Bershka, Stradivarius, Oysho e Zara Home.

 

L'anno scorso gli investimenti in conto capitale sono stati pari a 1,43 miliardi di euro, ma nel quinquennio la cifra ha superato i 7 miliardi, di cui un miliardo destinato al settore delle tecnologie.

 

A tale proposito, il chairman e ceo della realtà da 7.200 store in 93 Paesi (41 per l'e-commerce) ha menzionato lo sviluppo delle tecnologie Rfid, che per quanto riguarda i punti vendita Zara è stato portato a compimento, mentre è ancora in corso per Uterqüe e Massimo Dutti e sarà introdotto nel 2018 per gli altri brand.

 

700 milioni sono stati stanziati nell'ambito della logistica, con gli hub di Arteixo e di Tordera, quest'ultimo dedicato al marchio Bershka.

 

Isla ha menzionato il progetto Closing The Loop, legato alla sostenibilità: nel suo primo anno ha permesso di recuperare oltre 7.100 tonnellate di vestiti, scarpe e accessori, raccolti in container presso i negozi del gruppo (per ora 534, ma ancora nessuno in Italia), negli uffici e nei centri logistici.

 

Closing The Loop si avvale della sinergia con enti come la Caritas, la Croce Rossa, Oxfam e la China Environmental Protection Foundation.

 

Ancora in tema di sostenibilità, il numero uno di Inditex ha menzionato anche l'impegno nella scelta dei materiali, che ha portato tra l'altro al debutto di collezioni come Join Life di Zara e Weare The Change di Oysho, per un totale di 44 milioni di capi. «Ma faremo molto di più» ha anticipato.

 

L'eco-efficienza «è una realtà per 4.519 spazi, il 71%, con un risparmio di acqua del 40% e di energia del 20%».

 

A fine 2016 i dipendenti di Inditex erano 162.450 in 99 nazioni. Sono stati creati 9.596 posti di lavoro, di cui 2.480 in Spagna. Nei cinque anni Inditex ha dato una possibilità di impiego a quasi 53mila persone, 10mila delle quali in madrepatria, con l'80% dei contratti a tempo indeterminato.

 

Agli addetti sono stati versati dall'azienda 535 milioni di euro - 493 milioni sotto forma di bonus e simili - in aggiunta ai salari base.

 

Ulteriori 42 milioni sono relativi alla fase due del piano di condivisione dei profitti varato dal colosso del retail: una somma versata ad aprile a circa 84mila impiegati, assunti da almeno due anni al 31 marzo scorso.

 

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