BIG TECH

Musk esulta per Twitter, Zuckerberg brucia 80 miliardi di dollari

Mentre Elon Musk esulta per essersi finalmente impossessato di Twitter, sborsando 44 miliardi di dollari, Mark Zuckerberg se la deve vedere con risultati trimestrali molto deludenti per la sua Meta, società che rappresenta un’evoluzione di Facebook e si focalizza sulle potenzialità del metaverso.

Dopo aver twittato «l’uccellino è libero», annunciando l’acquisizione della piattaforma social, Elon Musk ha dichiarato di aver portato a termine l’operazione spinto dall’amore e dal desiderio di «aiutare l’umanità che amo».

Non si è tuttavia fatto troppi scrupoli, nel momento in cui ha firmato il licenziamento del ceo Parag Agrawal, del cfo Ned Segal, del responsabile degli affari legali e della policy Vijada Gadde e del general counsel Sean Edgett.

Smentita invece l’intenzione di tagliare una buona fetta del personale (si è detto il 75%). Di sicuro Twitter servirà a Musk come acceleratore nei prossimi tre-cinque anni per il progetto che più gli sta a cuore in questo periodo, ossia la creazione di X, l’app di tutto come l’ha definita, sul modello di WeChat in Cina.

Se Musk è alle stelle, Mark Zuckerberg chiede pazienza, dopo una trimestrale che vede la sua Meta in difficoltà: nel Q3 l’utile netto si è ridotto del 52% a 4,4 miliardi di dollari e i ricavi si sono attestati a 27,71 miliardi (-4%), mentre si prospettano consistenti incrementi di spese. Il titolo Meta ha bruciato in una sola seduta a Wall Street 80 miliardi di dollari e va detto che la holding nel 2022 ha perso il 61% del suo valore in Borsa.

Premesso che tutto il settore Big Tech non attraversa un periodo esaltante (per esempio, i dati trimestrali di Amazon indicano un -15% dei ricavi, a 127,1 miliardi di dollari, sotto le attese degli analisti), il problema di Zuck è che il metaverso non sta scaldando gli animi degli utenti come si pensava. Lo dimostrano alcuni documenti interni a Meta, pubblicati sul Wall Street Journal, in base ai quali il servizio di punta Horizon World ha 200mila utenti attivi mensili, contro i 500mila attesi per fine 2022.


L’imprenditore rassicura gli investitori: «La strada intrapresa è quella giusta e ci sono i fondamentali per il ritorno a una forte crescita». Non sarà facile convincerli: già qualche giorno fa l’a.d. di Aldimeter Capital, Brad Gerstner, ha raccomandato a Zuckerberg in una lettera aperta di mettere un tetto agli investimenti, fissandoli in un massimo 5 miliardi di dollari l’anno contro i 10 preventivati, ossia 100 miliardi in dieci anni, e di ridurre del 20% gli esborsi per l’organico, parlando di «troppe persone, troppe idee, troppo poca urgenza».

Gerstner ha detto a chiare lettere che «le persone non hanno ben chiaro cosa sia il metaverso», definendo l’impegno di Meta su un futuro che appare sconosciuto «enorme e terrificante, anche per gli standard della Silicon Valley». «Meglio continuare a puntare sui social e sulla pubblicità online - ha concluso -. Uno dei business più grandi e redditizi al mondo».

 

 

a.b.
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