Business debole in Europa e Nord America

Safilo: calano i ricavi, sale il margine

Il gruppo dell’occhialeria Safilo ha chiuso il il terzo trimestre con vendite pari a 221,5 milioni di euro, in calo del 9%.

Il management parla di andamento del business in Nord America e in Europa «ancora debole e sostanzialmente in linea con i trend registrati nel primo semestre dell’anno». I mercati emergenti hanno registrato una performance negativa.

Iniziative mirate al risparmio di costi hanno portato maggiori efficienze industriali e ulteriori risparmi a livello di spese generali. Così il margine industriale lordo si è attestato al 50,7% delle vendite nette, dal 49,5% raggiunto nello stesso periodo dell’anno precedente. L’ebitda margin adjusted (che non include gli oneri non ricorrenti) è invece sceso al 5,4% dal 6,3% precedente.

«Nel terzo trimestre - ha commentato il ceo Angelo Trocchia - abbiamo accelerato l'importante lavoro sui fondamenti che guideranno lo sviluppo del nostro nuovo piano al 2020. In Europa e Nord America, dove puntiamo a rafforzarci, ci stiamo focalizzando sul miglioramento di skill fondamentali, quali la cura e il servizio al cliente. In questi mercati l’andamento del business ha evidenziato un miglioramento a partire da inizio settembre».

In Asia e America Latina, invece, sono stati nominati nuovi manager con una lunga esperienza nel settore, che «aiuteranno a sviluppare un modello operativo più efficace in mercati come il Brasile, la Cina e il Giappone».

Nei primi nove mesi i ricavi di Safilo sono scesi del 9,7% a 713,7 milioni di euro (-5,6% a cambi costanti). Come riporta Reuters, gli analisti si aspettavano in media un fatturato intorno ai 717 milioni.

L’indebitamento finanziario netto del gruppo che ha in licenza marchi come Dior, Fendi, Max Mara e Moschino (nella foto, un modello per la prossima estate sulla passerella di Milano Moda Donna), si è attestato a 144,2 milioni di euro, «inclusa la terza e ultima rata da 30 milioni corrisposta a fine settembre 2018 da Kering, per la risoluzione anticipata del contratto di licenza Gucci».

Il debito a fine settembre 2017 era di 135,9 milioni di euro, ma ammontava a 171,1 milioni a fine giugno 2018.

e.f.
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