capi fermi in magazzino e pagamenti che non arrivano

Riccardo Peruffo (Peserico): «Subito una linea di credito per salvare le aziende»

«Non ho mai vissuto un momento come questo. Per far ripartire l'azienda, e adattarla alle nuove disposizioni, negli ultimi cinque giorni abbiamo fatto il lavoro di cinque anni». Riccardo Peruffo, seconda generazione alla guida dell'impresa di famiglia Peserico, non nasconde la fatica di dover prendere decisioni veloci e approntare provvedimenti straordinari in un momento drammatico, di cui non si vede la fine.

«Con il lockdown – spiega a fashionmagazine.it - i clienti non sono più venuti nelle nostre showroom, non hanno fatto ordini, le fiere sono state annullate. Tutta la merce per la primavera-estate 2020 è in letargo, bloccata nei magazzini. Parliamo di 52mila pezzi, per un valore pari a oltre 7 milioni di euro, ai quali dobbiamo aggiungere altri 25mila capi in stand-by nei nostri negozi, una ventina in tutto il mondo. Ottimisticamente riusciremo a recuperare solo il 20%».

Il cortocircuito è scoppiato già alla fine di marzo, quando i clienti della realtà di Cornedo Vicentino hanno cominciato ad annullare ordini, chiedere dilazioni nei pagamenti, e la Peserico ha dovuto attingere alle proprie casse: «Abbiamo cercato di aiutare tutti – dice Peruffo - ma non siamo una banca. Anche noi, come tutti, siamo esposti, perché abbiamo già pagato tutti i fornitori, già pagato i façonisti, e continuiamo a pagare i dipendenti, oltre che gli affitti. E dai clienti, anche quelli più storici e affidabili, non è arrivato niente: al 30 di marzo avevamo il 100% di insoluti e temo che alla fine di aprile avremo lo stesso risultato».

Una situazione che accomuna la maggior parte delle imprese: «Il Governo non si rende conto di questo disastro, di come ha messo in ginocchio l'economia – incalza l'imprenditore –. Perché non ha interpellato anche il commercio e il mondo dell'impresa per decidere le strategie di emergenza?».

«Ora lo Stato – prosegue - dovrebbe creare una linea di credito, senza garanzie personali e a interessi bassissimi, per allungare i termini di pagamento delle aziende, sospendendo imposte e tasse».

Per dare impulso al mercato, dall'alto dovrebbe arrivare «un contributo per i costi fissi delle imprese. Con questo aiuto avremmo già risolto il 70% dei problemi».

Adesso però è il momento di limitare i danni e di guardare avanti. «Stiamo cercando di convincere i nostri clienti a non andare in saldo dal prossimo 18 maggio. Sarebbe solo una gara a chi spara i prezzi più bassi. I capi Peserico sono timeless e di altissima qualità, tanto da poter essere riproposti, in parte, anche l'anno prossimo. Meglio metterli in vendita più avanti che svenderli e svilire il loro valore».

Senza contare che non si può dare per certo un ritorno immediato allo shopping, perché «dopo 50 giorni di "arresti domiciliari" la gente deve riprendere confidenza con l'esterno e riabituarsi a comprare».

Nonostante tutto Riccardo Peruffo è ottimista: «Penso si tratti di tener duro e superare questo terribile momento. Mi auguro in settembre si possa ricominciare con maggiore serenità».

«La Peserico – conclude - è solida, è sul mercato da 60 anni e ci starà per minimo altri 60. Abbiamo tanti progetti, come il lancio del menswear. Non sarà facile, ma abbiamo voglia di ripartire. Saremo più forti di prima».

a.t.
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