Chiesti oltre 100 milioni di dollari di danni

Brooks Brothers: Tal Apparel fa causa ai Del Vecchio

Il fornitore e socio di minoranza di Brooks Brothers, Tal Apparel, ha fatto causa a Claudio Del Vecchio (ex ceo di Brooks Brothers, figlio di Leonardo Del Vecchio), a suo figlio Matteo e alla Delfin, la holding lussemburghese della famiglia Del Vecchio, che custodisce le quote in EssilorLuxottica, Mediobanca e Generali.

Come riporta il Financial Times, l’accusa del produttore di abbigliamento di Hong Kong è di avere sabotato le potenziali offerte di acquisto per Brooks Brothers e di avere costretto la catena di abbigliamento in capo a Claudio Del Vecchio al fallimento, per evitare di pagare decine di milioni di dollari al suo unico investitore esterno.

Nell'ambito del procedimento legale presso un tribunale di New York, Tal Apparel ha chiesto oltre 100 milioni di dollari di danni, per recuperare quanto le è dovuto. Infatti nel 2016 avrebbe investito 100 milioni nell’iconico brand americano, dopo avere ricevuto da Claudio e Matteo Del Vecchio rassicurazioni sul fatto che avrebbe ricevuto indietro l'intera somma investita, in caso di vendita a una cifra inferiore rispetto all'acquisto (all’epoca erano 652 milioni di dollari).

Nel luglio 2020 Brooks Brothers ha annunciato il ricorso al Chapter 11 (procedura simile alla nostra amministrazione controllata) e l’agosto successivo Authentic Brands Group-Abg e Sparc Group sono stati selezionati come aggiudicatari nella procedura di vendita competitiva, con un’offerta di 325 milioni di dollari per la maggioranza della società.

«Le accuse nella denuncia sono false e ci aspettiamo che il tribunale archivi il caso», ha detto una persona vicina a Claudio e Matteo Del Vecchio. Delfin ha rifiutato di commentare.

Stando alla causa di Tal Apparel, Claudio Del Vecchio aveva schierato diverse potenziali offerte mesi prima della pandemia. Nel 2019 i media riportavano che l'allora amministratore delegato di Brooks Brothers stava esplorando opzioni tra cui una vendita.

I colloqui avrebbero portato a offerte indicative a prezzi inferiori a 625 milioni di dollari, ma avrebbero comunque fruttato centinaia di milioni di dollari per gli azionisti, tra cui Tal.

Questa realtà fornisce anche insegne americane come Nordstrom e J.C. Penney. Per avere un’idea delle dimensioni, si dice che una camicia formale maschile su sei venduta negli States sia prodotta da Tal. Con impianti in Vietnam, Hong Kong, Cina, Tailandia ed Etiopia, vanta una capacità produttiva di 55 milioni di capi di abbigliamento l’anno. 

e.f.
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