Chiude 18 dei 19 monomarca

Diane von Furstenberg licenzia il 75% dei dipendenti e si concentra sulla Cina

Tempo di drastiche decisioni per l'etichetta newyorkese Diane von Furstenberg. Dopo numerose fasi di ristrutturazione e anni di vendite in calo, l'azienda ha licenziato il 75% dei suoi 400 dipendenti e chiuderà 18 dei 19 store monomarca. Ora è tempo di indirizzare l'attività su un modello solo digitale, che guarda alla Cina.

Al pari di tanti altri marchi, Diane von Furstenberg è stata messa in difficoltà dall'avanzare della fast fashion e dal declino dei department store. A dare il colpo di grazia è stata la pandemia di coronavirus, con la chiusura dei negozi e la contrazione della spesa dei consumatori.  

Da quanto si legge su BoF, la maggior parte del team dirigenziale se n'è andata agli inizi di giugno. L'amministratore delegato Sandra Campos si è dimessa e anche il vice president of production, Holliday Hofstatter, non lavora più per il brand.  

Uscite che fanno seguito ai licenziamenti dello scorso maggio, che hanno visto il 75% degli addetti lasciare l'azienda. 

Tra le decisioni prese, la risoluzione di cessare le attività in Francia e in Inghilterra, Paese quest'ultimo dove lo scorso maggio la consociata britannica DVF Studio UK è entrata in amministrazione controllata. 

Altra manovra drastica è la chiusura di 18 dei 19 punti vendita della label, che lascerà sul campo solo lo store nel meatpacking district di New York, di proprietà della von Furstenberg, che sorge nel building dove hanno sede anche la sede della società lo studio e uno spazio di lavoro della designer. I punti vendita, che sono stati chiusi a causa della pandemia, riapriranno presto e inizieranno a liquidare la merce.

L'azienda, che si è rifiutata di commentare le indiscrezioni, avrebbe inoltre assunto il designer Nathan Jenden, che ha lavorato in passato per la griffe.

L'obiettivo in questo momento sarebbe concentrarsi principalmente sulla vendita wholesale in Cina, che sarà gestita da Gabby Hirata, head of business development for Asia-Pacific. 

Non è chiaro se proseguirà l'e-commerce negli Stati Uniti, una volta esaurita la collezione Spring attualmente sul sito. Ma pare che l'azienda sia intenzionata a continuare a vendere la collezione ad alcuni negozi in Europa, avvalendosi di un piccolo team basato a Londra, dal momento che le performance nel Vecchio Continente sono migliori rispetto agli Stati Uniti. 

c.me.
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