Impatto su retail e wholesale

Nike mette in allerta gli investitori sugli effetti della pandemia

Le chiusure dei negozi nel mondo avranno effetti negativi sul retail e il wholesale di Nike nel quarto trimestre fiscale. Il colosso dello sportswear sta comunque tendando di contenere i danni rafforzando l'e-commerce, specie sul fronte logistico: un canale che mostra un aumento delle vendite e del conversion rate.

Al momento ha ripreso l'attività circa il 40% degli store diretti in Emea, il 15% di quelli in Asia Pacifico e America Latina nonché il 5% delle location in Nord America (nella foto il megastore di New York, sulla Fifth avenue).

Fanno eccezione la Greater Cina e il Sud Corea, dove tutti i negozi diretti sono stati riaperti, oltra al 95% di quelli gestiti con partner, alcuni dei quali a orario ridotto. Tuttavia il traffico in questi negozi resta al di sotto di quello che si verificava in condizioni normali.

Il lockdown sta colpendo anche il wholesale, con ricavi «significativamente» più bassi del passato e maggiori giacenze di magazzino.  

Preparandosi alle prossime nuove riaperture Nike sta implementando le misure di distanziamento sociale e di controllo dell'affluenza, di igienizzazione degli interni e dei prodotti e fornirà mascherine agli addetti alle vendite.

L'impatto del virus sul fronte operativo e finanziario resta comunque incerto e legato a fattori che Nike non può controllare, come specificano dal Gruppo.

Ulteriori indicazioni saranno fornite con la pubblicazione degli utili del quarto trimestre in programma ai primi di giugno. 

e.f.
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