Con 170 milioni di utile premiata la politica selettiva del brand

Il gruppo Armani torna a un fatturato oltre i 2 miliardi: nel 2021 ricavi a +26,3%

Il gruppo Giorgio Armani raggiunge con un anno di anticipo l’obiettivo di tornare entro il 2022 a oltre 4 miliardi di fatturato indotto e più di 2 miliardi di fatturato diretto. Per la società guidata dallo stilista, che ha appena compiuto 88 anni, il 2021 si è chiuso infatti con ricavi netti consolidati per 2,019 miliardi, in aumento del 26,3% rispetto al 2020.

Un dato complessivamente inferiore del 6,3% a quello messo a segno nel 2019 (quanto i ricavi erano pari a 2,16 miliardi di euro), ma – fanno sapere dall’azienda – condizionato dalla prima parte del 2021, mentre tutto il secondo semestre è stato interamente segnato da livelli di vendita superiori all’epoca pre-Covid.

A contribuire maggiormente al risultato sono stati i ricavi netti dei punti vendita gestiti direttamente dal gruppo, balzati del 37% nel periodo, arrivando a rappresentare oltre il 50% dei ricavi netti consolidati, premiando così la politica di selezione della distribuzione in atto da qualche anno.

«La notevole crescita raggiunta nel 2021, confermata dall’andamento positivo del primo semestre di quest’anno, mi rendono cautamente ottimista – ha dichiarato il presidente e amministratore delegato Giorgio Armani commentando i dati di bilancio -. Sono determinato a proseguire nel mio percorso strategico di medio-lungo termine, seguendo i principi da sempre alla base della mia filosofia creativa e di business, e applicandoli a tutti gli aspetti della nostra strategia. Un approccio che si è dimostrato valido anche e soprattutto in questi anni, così complicati per le nostre vite personali e professionali».

In sensibile miglioramento anche la redditività con un ebit positivo per 171,2 milioni a fronte di un negativo di 29,5 milioni nel 2020 e un utile netto consolidato di 169170 milioni, pari all’8,4% di incidenza sui ricavi netti. Valore, quest’ultimo, nettamente superiore anche rispetto all’utile netto conseguito nel 2019 pre-pandemia (pari a 119 milioni, 5,5% sui ricavi netti).

Bene anche la posizione finanziaria netta, che alla fine dell’anno scorso aveva raggiunto 1,12 miliardi (+21%) e parallelamente è salito anche il patrimonio netto: 2,108 miliardi (2,01 nel 2020).

«Questi risultati sono ancora più incoraggianti perché ottenuti senza forzature sulle opportunità di vendita – è il commento contenuto in uno statement ufficiale  di Giuseppe Marsocci e Daniele Ballestrazzi, rispettivamente vice-direttore generale e chief commercial officer e vice-direttore generale e chief operating & financial officer del gruppo Armani.

an.bi.
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