Confindustria Toscana Nord alza la voce

Il distretto tessile toscano chiude. Cavicchi: «Servono forza e molti aiuti»

Oggi, 25 marzo, chiude il 90% delle imprese del distretto tessile toscano, come da decreto del 22 marzo e trascorsi i tre giorni di proroga ottenuti da Confindustria per poter portare a compimento le lavorazioni e mettere in sicurezza gli impianti.

«Fermare tutta la produzione è un atto molto pericoloso - dichiara Andrea Cavicchi (nella foto), presidente della sezione Sistema moda di Confindustria Toscana Nord - che rischia di compromettere in maniera irreparabile il futuro del nostro settore».

«Crediamo con la massima convinzione nell'importanza prioritaria della salute dei cittadini e dei nostri dipendenti – puntualizza -. Pur avendo messo in atto tutte le prescrizioni di sicurezza dettate dal Governo, dobbiamo comunque sospendere la produzione, senza avere al momento una certezza sulla data di riapertura».

Cavicchi prospetta uno scenario a tinte fosche: «Nei prossimi mesi andremo incontro a una grande quantità di insoluti e/o alla cancellazione o forte riduzione degli ordini in corso. Se i produttori di tessuti o filato si troveranno, come accadrà certamente a molti, con gravi carenze di liquidità, la situazione rischia di riversarsi lungo tutta la filiera, con effetti rovinosi soprattutto per le lavorazioni conto terzi». Rendere disponibile la liquidità è una priorità assoluta, che la sezione Sistema moda vuole affrontare insieme agli istituti di credito.

«Al Tavolo post-emergenza Covid-19, che abbiamo lanciato una settimana fa, hanno già aderito 75 aziende - racconta Cavicchi -. Fra i primi atti che compiremo ci sarà sicuramente un incontro con le banche, insieme alle altre associazioni di categoria della moda. In questo periodo di post emergenza sanitaria avremo bisogno di un accesso al credito più semplificato e orientato alla tutela delle aziende inserite in una filiera produttiva. Dovranno venirci incontro un po' tutti, dai gestori dei servizi al fisco locale e nazionale, alle società di assicurazione crediti».

Per quanto riguarda il lavoro, la cassa integrazione è vista come strategica, non solo dal punto di vista sociale ma anche da quello economico.

«Per ripartire – conclude Cavicchi - serviranno la forza e la determinazione di noi imprenditori e dei nostri collaboratori, ma anche una forte sensibilità da parte di tutti gli interlocutori: politica, banche, fisco, istituzioni locali e nazionali. Ne va del futuro del nostro distretto e del sistema moda italiano».
e.f.
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