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Bittner (Vestiaire Collective): «Giù le commissioni e prezzi più bassi»

Commissioni più basse per i seller, prezzi più appealing per gli acquirenti. Questa l'equazione introdotta da Maximilian Bittner, diventato ceo del player second-hand Vestiaire Collective lo scorso gennaio dopo l'esperienza in Lazada, big asiatico dell'e-commerce da lui fondato nel 2012 e venduto ad Alibaba.

In un'intervista a wwd.com, Bittner - 40 anni - spiega che questo era uno dei cambiamenti più importanti che voleva introdurre nella piattaforma dopo il suo insediamento, in modo da renderla più attrattiva: «L'abbassamento delle commissioni - commenta - incoraggerà più seller nel sito, consapevoli che saranno in grado di vendere il loro articolo a un ritmo più veloce e con un profitto maggiore».

Al tempo stesso ci saranno benefici anche per chi compra, con costi tagliati del 10%: «Gli acquirenti - spiega - potranno acquistare i pezzi che hanno sempre desiderato a prezzi ancora più accessibili. Un modo per tenere alto l'engagement».

Fulcro di una community di oltre 8 milioni di persone, Vestiaire Collective è al centro di investimenti e trasformazioni: nel 2018 l'organico si è arricchito di un centinaio di new entry, il team dirigenziale è stato potenziato, il sito rinnovato in chiave user friendly ed è stata portata a termine l'apertura di hub logistici nel Nord della Francia e a Hong Kong.

Del resto, quello del resale è un mercato in forte crescita: nel report 2019 ThredUp parla di un segmento candidato a raggiungere il traguardo, nel 2023, di 51 miliardi di dollari rispetto agli attuali 24.

Più in generale, il reseller californiano evidenzia che negli ultimi tre anni il segmento dell'usato è cresciuto 21 volte più velocemente rispetto al retail tradizionale, trainato soprattutto dai Millennials e con la Generazione Z pronta al sorpasso.

a.t.
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