crescita del 12% nel quarto trimestre

Lvmh: ricavi per 53,7 miliardi di euro (+15%) nel fiscal year

Il 2019 si è chiuso per il gruppo Lvmh a quota 53,7 miliardi di euro di ricavi, in aumento del 15% (o del 10% se si parla di crescita organica).

Sia l'Europa, sia gli Usa hanno registrato incrementi, così come l'Asia, nonostante le difficoltà legate a Hong Kong nella seconda metà dell'anno.

In particolare, nel quarto trimestre il fatturato ha messo a segno un +12% rispetto all'analogo periodo del 2018 (+8% a livello organico).

Tornando al fiscal year, gli utili da operazioni ricorrenti sono stati di 11,5 miliardi di euro (+15%, su un 2018 già soddisfacente), mentre il margine operativo è salito al 21,4%. In salita del 13% l'utile netto, pari a 7,17 miliardi di euro.

«Archiviamo un altro anno record - ha commentato il chairman e ceo, Bernard Arnault -. La forza del gruppo è il risultato di diversi elementi: la desiderabilità dei nostri brand, la creatività e qualità dei prodotti, l'unicità dell'esperienza che offriamo ai nostri clienti, oltre al talento e all'impegno dei nostri team».

Il patron di Lvmh ha elencato inoltre alcuni highlight a partire dall'investimento in Belmond, società che controlla l'Hotel Cipriani di Venezia e l'Orient Express e dalla partnership con Stella McCartney, senza tralasciare l'acquisizione di Tiffany, avvenuta a fine novembre 2019 per la cifra record di 14,7 miliardi di euro.

«In un contesto movimentato e tuttora permeato dall'incertezza - ha proseguito Arnault - continuiamo a focalizzarci sui nostri obiettivi, confidando nella forza dei nostri brand e nell'agilità delle persone che lavorano per il gruppo. L'obiettivo è, ancora una volta, rafforzare la leadership nell'alto di gamma».

Una nota indica tra i brand di maggiore successo Christian Dior e Louis Vuitton (nella foto, un modello per la FW 20/21 presentato alla fashion week maschile di Parigi), «grazie al successo delle proposte sia nuove che iconiche, con una profittabilità che mantiene un livello eccezionale», soffermandosi anche sull'incisività dei flagship brand della divisione Profumi e Cosmetici e definendo «eccellente» l'anno di Bulgari, mentre Hublot continua a crescere. Bene anche l'insegna beauty Sephora.

In particolare, la unit Moda e Pelletteria ha visto i ricavi balzare da 18,4 a 22,2 miliardi di euro (+20% o +17% a livello organico), con un utile da operazioni ricorrenti in volata del 24%. Entrando nel merito di Louis Vuitton, l'anno è stato scandito da alcune pietre miliari: la mostra Louis Vuitton X a Los Angeles, la partnership con la League of Legends World Championship, l'inaugurazione di una Louis Vuitton Maison a Seoul, sovrastata da una struttura in vetro disegnata da Frank Gehry.

Di Dior si ricordano la retrospettiva al Victoria and Albert Museum di Londra, visitata da quasi 600mila persone e il positivo riscontro della boutique sugli Champs Elysées (invece il monomarca di avenue Montaigne è in fase di restyling).

Il momento clou per Fendi nel 2019 è stato il tributo a Karl Lagerfeld, scomparso nel febbraio scorso, mentre di Celine il comunicato segnala l'avvio dei concept store e la prima collezione di alta profumeria. 

Per Loewe si parla di una «forte crescita» e per Loro Piana, Berluti e Rimowa di un «buon progresso».

L'outlook sull'esercizio 2020 è «cautiously confident»: da un lato c'è la consapevolezza di un contesto geopolitico incerto, dall'altro l'impegno a investire in innovazione e qualità dei prodotti e della distribuzione.

All'assemblea generale prevista per il prossimo 6 aprile la società proporrà un dividendo di 6,80 euro per azione, +13%.


a.b.
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