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Balducci annuncia la chiusura: il 31 marzo tavolo in Regione per evitare il peggio

Pasqua amara per i lavoratori della Balducci, storica azienda toscana specializzata dal 1934 nel settore calzature per bambini, che ha annunciato «la sospensione di ogni attività produttiva di natura industriale, commerciale e amministrativa». Giovedì 31 marzo è previsto un incontro nella sede della Regione a Firenze.  

 

Aperta in via cautelativa una procedura di mobilità collettiva per gli oltre 40 dipendenti (ma pare che solo quattro anni fa fossero il doppio), che stamattina, 28 marzo, sono tornati a protestare davanti agli stabilimenti di Pieve a Nievole, in provincia di Pistoia.

 

«Siamo giunti a questa grave decisione - si giustificano i Balducci, assistiti dall'advisor Kpmg e, per la parte legale, dallo Studio Mandorli Panelli - dopo numerosi tentativi di rifinanziamento e con la consapevolezza di aver percorso ogni azione possibile sul mercato e a tutela dei lavoratori, come dimostrano i decenni di storia di successo e di impegno, volto alla realizzazione di prodotti di altissima qualità».

 

Secondo i titolari della storica realtà, che ha accompagnato generazioni di ieri e di oggi, sono tanti i fattori che hanno portato all'attuale situazione: dalle difficoltà macroeconomiche, al mutato atteggiamento delle mamme soprattutto italiane, molte delle quali danno importanza all'estetica e al prezzo delle scarpe per i figli, senza preoccuparsi della provenienza, del pregio dei materiali e del rispetto del benessere dei piccoli.

 

Ovviamente operai, impiegati e sindacalisti la pensano in modo diverso e trovano in alcuni personaggi istituzionali dei validi alleati. Come riporta La Nazione, il presidente della Provincia, Riccardo Vanni, lancia uno strale contro «la seconda e terza generazione di imprenditori, che non sa nemmeno mantenere quello che aveva. Un problema non solo locale, ma più in generale della nostra amata Italia. Perché molte volte, finito l'assistenzialismo di Stato, finita la ditta».

 

Vanni era presente alla manifestazione di stamattina, insieme al consigliere regionale Marco Niccolai e al sindaco di Pieve a Nievole, Gilda Diolaiuti.

 

Un aggiornamento è fissato per il 31 marzo, con un incontro a Firenze, nella sede della Regione Toscana.

 

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