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Henry Cotton’s, Marina Yachting e Mcs al fallimento. Portati i libri in tribunale

Per anni Mcs (ex Marlboro Classics) e Marina Yachting e Henry Cotton’s (del gruppo Isc-Industries Sportswear Company) sono stati tra le realtà più brillanti del menswear, capaci di fatturare rispettivamente 110 e 135 milioni nel 2012. Ora il Tribunale di Venezia ha dichiarato fallite le tre griffe di proprietà di Emerisque Brands.

 

Secondo quanto riportato sulla stampa locale,  la decisione di portare i libri contabili in tribunale per entrambe le società è stata presa venerdì 13 ottobre con la conseguente nomina di due curatori della "liquidazione delle aziende con esercizio provvisorio".

 

Una doccia fredda per i circa 300 dipendenti che lavorano nelle sedi di Mestre e nei punti vendita presenti in Italia, perchè solo poche settimane fa era stato nominato un commissario per gestire un "concordato preventivo in continuità" che avrebbe dovuto garantire il risanamento finanziario, senza fermare l'attività di produzione e marketing dei capi di abbigliamento dei marchi Henry Cotton's, Marina Yachting e Mcs.

 

Dopo il taglio di un centinaio di posti di lavoro negli ultimi due anni, le difficoltà sembravano superate grazie alla promessa di un consistente investimento da parte dell’imprenditore indiano Ajay Khaitan a cui fa capo Emerisque Brands, ma le cose sono andate diversamente.

 

Nell’impossibilità di avviare la produzione, Mcs e Isc hanno chiesto in agosto di essere posti in procedura di concordato preventivo. Emerisque ha dovuto presentare un piano di ristrutturazione e di rifinanziamento.

 

La società si era impegnata inizialmente a investire 18 milioni di euro, ridotti in seguito a 6 milioni, fino a tirarsi indietro completamente. Date le condizioni, al Tribunale non è rimasto che dichiarare il fallimento.

 

Dal 2015 né Isc né Mcs presentano i bilanci: gli ultimi dati certi risalgono per entrambe le realtà al 2012, quando Isc aveva registrato un fatturato di 135 milioni di euro e Mcs di quasi 110 milioni.

 

Stagione dopo stagione le vendite si sono ridotte notevolmente, fino ad attestarsi secondo fonti sindacali a quota 120 milioni di euro complessivi.

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