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Nuovo colpo per Ittierre: Ikf chiede il concordato preventivo

Non c'è pace per Ittierre. Anche l'ennesimo tentativo di rilancio, sotto il nome di Fabbriche Riunite, sembra essere messa in discussione dalla richiesta di concordato preventivo da parte di Ikf, la investiment company che nel 2015 aveva sottoscritto il contratto d'affitto della società con sede a Pettoranello del Molise.

 

Borsa Italiana, secondo quanto riportato dalla stampa finanziaria, aveva sospeso la contrattazione delle azioni ordinarie e dei relativi warrant già a fine maggio.

 

La società, per prima a quotarsi sul segmento Aim di Piazza Affari e specializzata nel rilevare aziende in difficoltà, aveva già annunciato mesi fa alcuni problemi strutturali dell’operazione legata al lanificio biellese Luigi Botto.

 

In base all’ultimo bilancio disponibile, relativo al 30 giugno 2015, Ikf ha chiuso il primo semestre dello scorso anno con ricavi pari a 13,729 milioni di euro contro i 26,39 milioni dell’anno precedente e una perdita di 3,1 milioni (rosso di 4,1 milioni nel 2014).

 

Secondo il piano di salvataggio messo a punto da Ikf per Ittierre la produzione avrebbe dovuto ripartire nell'ottobre 2015 con 40 assunti. A parte alcuni accordi di produzione e prototipia il rilancio di Fabbriche Riunite non era nei fatti mai decollato.

 

 

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