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Per Borsalino è fallimento: respinta la richiesta di concordato

Dopo che il Tribunale di Alessandria ha respinto la richiesta di concordato per Borsalino da parte di Haeres Equita, società dell'imprenditore svizzero Philippe Camperio, per la storica azienda non resta che il fallimento. Oggi pomeriggio (18 dicembre) l'incontro tra i curatori Stefano Ambrosini e Paola Barisone e i rappresentanti dei lavoratori.

 

Un epilogo amaro per l'iconico marchio, fondato nel 1857 da Giuseppe Borsalino in una bottega di Alessandria e sinonimo, più che di cappelli, di uno stile tipicamente e unicamente italiano che, tra gli altri, ha conquistato celebrity, imprenditori di successo, attori, estimatori dell'alta qualità e persino gangster, tra cui Al Capone.

 

Non si contano le apparizioni di Borsalino come co-protagonista di film di successo, da Casablanca come elemento chiave del guardaroba di Humphrey Bogart, a Borsalino con Alain Delon e Jean-Paul Belmondo, fino a Harrison Ford in Indiana Jones.

 

Per decenni esempio dell'italianità che funziona e che macina successi, Borsalino è stata lasciata sull'orlo del fallimento due anni fa dall'astigiano Marco Marenco, che ne aveva acquisito oltre il 50% (più un quasi 18% nelle mani di Finind, realtà che faceva sempre capo a lui) per diversificare il suo business di "re del gas".

 

L'imprenditore e faccendiere è finito sul banco degli imputati per maxi bancarotta fraudolenta delle sue società, con danni per oltre 3 miliardi di euro, a causa di debiti non pagati alle banche e somme mai versate all'erario. Come sottolinea l'agenzia di stampa Agi, si è trattato del maggiore crac nel nostro Paese dopo quello di Parmalat.

 

Ma le difficoltà erano iniziate molto prima, dopo che l'ultimo discendente dei Borsalino, Vittorio Vaccarino, aveva fatto un passo indietro e c'erano stati diversi passaggi di mano - tra cui la gestione Larini-Cagliari, personaggi finiti nella rete di Tangentopoli -, che erano andati di pari passo con scelte discutibili, tra cui quella di diversificare nel lifestyle (biciclette, profumi, eccetera), prima di tornare a riconcentrare il focus sul dna aziendale.

 

Lo scorso settembre la Borsalino, che ha in carico 130 dipendenti, aveva depositato un ricorso per l'ammissione alla procedura di concordato in continuità, basato su un aumento di capitale riservato alla Haeres Equita di Philippe Camperio, cui i commissari Ambrosini e Barisone hanno affittato il ramo d'azienda.

 

È la seconda volta che i giudici respingono la richiesta del concordato: era già successo esattamente un anno fa.

 

«È ragionevole che i contratti del ramo di affitto vadano comunque avanti, nell'interesse di tutti» ha detto a repubblica.it Elio Bricola della Uil (nella foto da Instagram, la lavorazione dei cappelli nello stabilimento Borsalino).

 

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