Criticità a tutto campo

Appello di Unic: «Filiera unita per contenere l’emergenza prezzi»

Appello dei conciatori alla filiera, nel momento in cui sul settore e non solo pesano il conflitto russo-ucraino, le tensioni del mercato energetico e la situazione in Cina, un Paese chiave nel commercio internazionale delle pelli, dove i lockdown su ampia scala creano preoccupazione.

Unic-Concerie Italiane (associazione aderente a Confindustria Moda), non usa mezzi termini: in un comunicato auspica una solidarietà di filiera per mantenere alta la competitività delle aziende italiane sul mercato internazionale, «altrimenti sarà altissimo il rischio di provocare sbilanciamenti finanziari (e collassi) di un’industria che da sempre rappresenta un’eccellenza del made in Italy nel mondo».

Il comparto ha chiuso il 2021 con una crescita stimata intorno al +19% in valore, per un totale di 4,2 miliardi di euro) e all’11% in volume, che ha permesso un recupero solo parziale dei livelli di produzione settoriale pre-pandemia. Durante l’anno e nei mesi seguenti, in cui è arrivata la doccia fredda della guerra con una conseguente frenata degli ordinativi, le imprese hanno peraltro dovuto investire di più sul servizio alla clientela, le strutture e la sostenibilità.

A complicare la situazione sono anche i notevoli incrementi dei prezzi di approvvigionamento delle materie prime, in primis i prodotti chimici. «Il mix di rialzi - sottolinea la nota - si ripercuote indirettamente anche sulle voci di spesa per la depurazione ambientale e le lavorazioni conto terzi, rendendo praticamente impossibile il loro recupero presso i clienti».

a.b.
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