Quest'anno un recupero

Mediobanca: moda italiana a livelli pre-crisi nel 2023

Nei primi nove mesi del 2020 le società italiane della moda quotate hanno subito un calo dei ricavi del 27,7% rispetto al 2019. L’Area Studi di Mediobanca stima un -23% per l’intero 2020, relativamente alle fashion company con fatturato superiore ai 100 milioni di euro. Quest’anno ci sarà una ripresa, attesa intorno al 10%, ma per il ritorno ai livelli pre-crisi bisognerà aspettare il 2023.

Aggregando i dati finanziari di 80 multinazionali del comparto e quelli delle 177 maggiori aziende italiane del settore, ne risulta una flessione del giro d’affari cinque volte maggiore di quella registrata dalla grande industria. Il mercato europeo ha registrato un -23,7%, penalizzato dalla mancanza di shopping dei turisti, mentre l’Asia ha rivelato un più contenuto -10% (Giappone escluso). Invece l’e-commerce è cresciuto mediamente del 60% in tutte le aree geografiche di riferimento. Inoltre nell’ultimo trimestre del 2020 le vendite aggregate sono aumentate del 17%, seppure con ritmi di ripresa differenti a seconda delle specialità e delle aree geografiche.

Nella situazione attuale Mediobanca prospetta un processo di consolidamento nella moda. 

Le analisi sono state anticipate dall’istituto di piazzetta Cuccia in occasione della terza edizione del Fashion Annual Talk che si tiene stasera online con interventi di Alfonso Dolce, ceo di Dolce&Gabbana, Martino Scabbia Guerrini, executive vice president & group president VF Emea, Alessandra Lanza, senior partner Prometeia e Nadia Portioli, analista Area Studi Mediobanca.

Nella foto, alcuni outfit della primavera-estate 2021 firmati Giorgio Armani

e.f.
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