Dal -30% di Cucinelli al -47% di Ferragamo

Crollo dei ricavi e semestrali in perdita per le italiane quotate

Sono semestrali fortemente impattate dalle chiusure degli store per Covid, quelle pubblicate dalla moda italiana quotata in Borsa.

Le indicazioni più recenti arrivano dalla Brunello Cucinelli, che archivia il periodo gennaio-giugno con un calo del fatturato del 29,6% (-29,8% a cambi costanti) a 291,4 milioni di euro. L'ebitda è invece passato da 79,2 a -3,4 milioni di euro. L'ebitda normalizzato (che non tiene conto degli effetti dell'applicazione del principio contabile Ifrs 16, sulla contabilità dei leasing, e di un accantonamento straordinario di 30 milioni di euro) risulta negativo per 29,8 milioni. La perdita semestrale ammonta a 47,7 milioni, dal precedente utile di 25 milioni. Il fondatore e presidente esecutivo Brunello Cucinelli prevede un recupero delle vendite nel terzo e quarto trimestre e un 2020 che chiude con un calo complessivo intorno al 10% mentre il 2021 dovrebbe segnare un +15% stando alla raccolta ordini per la primavera-estate 2021, rivelandosi l'«anno del riequilibrio».

Restando nel lusso, la Salvatore Ferragamo ha accusato una flessione dei ricavi preliminari del 46,6% a 377 milioni di euro (-46,9% a cambi costanti), su cui pesa il -60% del secondo trimestre.

Risulta del 40% circa, a cambi costanti, la flessione del giro d'affari semestrale di Prada (in alto, alcuni look per la prossima estate dal progetto Prada Multiple View), nonostante la crescita «a tripla cifra» dell'e-commerce. Il gruppo milanese ma quotato a Hong Kong archivia il periodo con un ebit negativo per 83 milioni di euro, prima dei costi operativi dei negozi rimasti chiusi durante i periodi di lockdown (pari a 112 milioni di euro). La perdita netta ammonta a 180 milioni, ma il ceo Patrizio Bertelli afferma: «I recenti trend positivi in tutti i mercati, uniti alla solida situazione patrimoniale e finanziaria, ci consentono di guardare al futuro con fiducia».

Aeffe subisce a sua volta un decremento dei ricavi del 31,4% a 118,9 milioni di euro. Il gruppo che controlla marchi come Moschino e Alberta Ferretti ha concluso il semestre con un ebit negativo per 12,8 milioni, dal precedente valore positivo di 13,2 milioni e una perdita netta di 10,9 milioni, dall’utile di 5,1 milioni del primo semestre 2019.

In perdita anche BasicNet. La società torinese che controlla marchi come Kappa, K-Way, Robe di Kappa, Sebago, Superga e Briko registra -5,52 milioni di euro, dall'utile di 10,41 milioni del primo semestre del 2019. Le misure restrittive per arginare la pandemia hanno portato il fatturato a 109,1 milioni di euro (-20,8%).

In base ai dati preliminari pubblicati a fine luglio (quelli completi saranno pubblicatin il 17 settembre), il Gruppo Geox, noto per le scarpe che "respirano", ha totalizzato 62 milioni di euro di fatturato, in flessione del 39%. L'unico canale pienamente operativo fino a fine luglio, l'e-commerce, ha invece registrato un +40%.

Il virus fa soffrire anche l'eyewear: a metà esercizio le vendite nette di Safilo sono scese a 335,6 milioni di euro, -32,7% a cambi costanti. Il risultato netto adjusted è negativo per 63,7 milioni di euro, dall'utile di 8,5 milioni del primo semestre 2019. Il colosso italo-francese EssilorLuxottica archivia il semestre con un -29% del turnover a 6,23 miliardi di euro e un rosso di 400 milioni, contro l'utile precedente di 671 milioni. In netta accelerazione le vendite online, che registrano un +43% nel primo semestre e un +68% nel secondo trimestre. Come in parte dei gruppi citati, anche per il colosso nato dalla fusione di Luxottica con Essilor è sempre più strategico accelerare nella digitalizzazione.

e.f.
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