Dal multibrand un progetto per valorizzare gli artisti

Svelato il mistero della maxi scritta in Campo de' Fiori: è la campagna di Gente Roma

Dal 7 novembre la scritta “In bad times beautiful things are necessary” campeggiava su una maxi affissione a Campo de' Fiori senza alcuna firma. Sui social subito sono iniziate a circolare varie ipotesi sulla paternità dell'iniziativa (un artista di street-art, una nuova serie Netflix), fino a quando sabato scorso il mistero è stato svelato, grazie all'affissione di un nuovo manifesto, questa volta con la firma di Gente Roma. Il messaggio è, infatti, quello della nuova campagna 2020 della storica catena romana di boutique multibrand.

«La campagna - dichiara Vito Addadi, fondatore di Gente - è un inno alla valorizzazione della bellezza in ogni sua forma, secondo la personale sensibilità di ognuno. Uno speciale riconoscimento a tutti gli artisti e i creativi che, attraverso la propria interpretazione, ci donano quella bellezza e umanità quotidiana di cui abbiamo bisogno oggi più che mai».

In un momento grigio e oscuro in cui il mondo e le priorità delle persone hanno vissuto grandi stravolgimenti a causa del diffondersi della pandemia, Gente Roma lancia così un messaggio importante, volto alla sensibilizzazione del pubblico nei confronti del bello e della cultura in tutte le sue declinazioni artistiche.

Un messaggio sociale che diviene al tempo stesso un grido di speranza e un appello di solidarietà a supporto di tutto il mondo della moda, del cinema, del teatro, della musica e dell’arte in generale, gravemente colpito dal Covid.

Da qui l’idea dell’istituzione di un bando per borse di studio, al quale potranno partecipare tutti i giovani creativi attivi in diversi ambiti: dalla fotografia alla grafica, sino alla musica, all’arte figurativa e alla recitazione. I ragazzi, per aggiudicarsi la borsa, dovranno presentare una creazione artistica sul tema “In bad times beautiful things are necessary”, concetto fulcro della campagna promossa da Gente Roma.

La campagna, voluta dal nuovo art director Giulio Paternò, segna un cambio di passo nella comunicazione dell'insegna di multibrand (nove boutique nella Capitale e uno store in Sardegna) che, dopo l’emergenza globale, si presenta con idee nuove e la consapevolezza che, se nulla sarà più come prima, allora occorre guardare avanti.

an.bi.
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