The State of Fashion 2021

Il ritorno ai ricavi del 2019? Nel terzo quarter 2022, vaccino permettendo

La quinta edizione del report The State of Fashion 2021, curato dalla società di consulenza McKinsey e dalla testata online The Business of Fashion, profila due scenari per l’industria della moda.

L’ipotesi migliore, quella di una ripresa precoce, si potrebbe verificare nel caso di misure di contenimento della diffusione del virus efficaci, attraverso lo sviluppo di un vaccino e/o dell’intervento dei singoli Stati.

Questo porterebbe all’eliminazione delle restrizioni agli spostamenti entro un paio di mesi e permetterebbe un più rapido recupero dell’economia dei Paesi colpiti dalla pandemia. «In questo contesto - dicono i ricercatori - le vendite del settore fashion mondiale potrebbero raggiungere i livelli del 2019 nel terzo trimestre del 2022».

Se invece assisteremo ad aumenti ricorrenti dei contagi in diverse aree del mondo, con la conseguente introduzione di ulteriori lockdown – nello scenario di ripresa tardiva - le vendite globali della moda potrebbero tornare ai livelli del 2019 soltanto entro l’ultimo trimestre del 2023.

Intanto il comparto, che nel mondo vale 2.500 miliardi di dollari, si prepara ad archiviare il 2020 con una contrazione delle vendite fra il 15% e il 30%, anche se l’impatto non sarà omogeneo.

L’Europa è vista come l’area più colpita, con un calo stimato dei ricavi tra il 22% e il 35%. Una ripartenza è stimata nel secondo quarter del 2022, in caso di ripresa dei viaggi e del turismo.

Gli Stati Uniti potrebbero contenere la flessione nel range 17-32% e sembrano destinati a una più lenta rimonta, rispetto al Vecchio continente, entro il primo trimestre del 2023.

La Cina dovrebbe risultare il Paese meno colpito, con una riduzione delle vendite stimata tra il 7% e il 20% e un ritorno ai livelli pre-crisi già nel quarto trimestre di quest’anno o, al più tardi, nel primo trimestre del 2021.

Come emerge dallo studio, i segmenti lusso e lusso accessibile si sono dimostrati lievemente più resilienti, con una contrazione media delle vendite pari al 30% e un calo medio dell’ebitda del 20% nei trimestri compresi tra febbraio e giugno 2020, rispetto allo stesso periodo del 2019.

Il mercato globale del beauty sta dimostrando di essere più resiliente della moda, con il fatturato che dovrebbe tornare ai livelli del 2019, o persino superarli, già nel 2021.

Non va trascurato che la pandemia ha fatto quasi raddoppiare le vendite online del settore, mediamente passate dal 16% al 29% del totale.

The State of Fashion individua anche i 10 trend che connoteranno l’industria della moda nel 2021, sulla base di interviste a importanti manager e di un sondaggio, che ha coinvolto 320 professionisti.

Il primo è la convivenza con il virus: il 45% dei manager del settore moda e degli stakeholder interpellati ha dichiarato che il Covid 19 resta la sfida principale del 2021.

Per quanto riguarda l’andamento della domanda, mediamente è atteso un calo del 15% rispetto alle vendite del 2019.

Si assisterà inoltre a un’ulteriore accelerazione del digitale: il 71% degli executive del fashion si aspetta che il proprio business online cresca del 20% o più l’anno prossimo.

Sarà importante fare attenzione ai valori del brand: il 66% dei consumatori smetterebbe di acquistare o ridurrebbe significativamente gli acquisti di un marchio che non tratti equamente i propri dipendenti o i dipendenti dei propri fornitori.

A proposito di travel retail, il 66% dei manager del settore moda si aspetta che le vendite generate da questo canale tornino ai livelli pre-Covid in due o tre anni.

“Less is more” potrebbe essere il mantra del nuovo anno: due quinti dei manager interpellati prevedono di passare a una moda seasonless, mentre con il virus è emerso un gruppo di brand e stilisti che ha chiesto di ridefinire il calendario della moda.

Dobbiamo pure preparaci a una nuova ondata di fusioni e acquisizioni. Il 45% dei manager del comparto pensa, infatti, che la ridistribuzione delle quote di mercato sia uno dei temi principali del 2021.

Sembra anche venuto il momento di consolidare le relazioni professionali. Il 35% dei dirigenti si aspetta che nel 2021 la resilienza e le partnership nella supply chain rappresentino temi centrali.

Da monitorare il Roi-Return on investment del canale retail: da quando sono iniziati i lockdown, circa la metà dei consumatori europei ha fatto meno acquisti nei negozi fisici.

Infine, stanno emergendo nuovi modelli di lavoro e reskilling: l’89% dei manager si aspetta che la nuova normalità sarà caratterizzata da un modello di lavoro ibrido, a distanza e in presenza.

e.f.
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