dalla cina a milano

Fashion Shenzhen: «Mostriamo al mondo il nostro lato creativo»

Cina significa produzione ma anche, e sempre più, creatività: un binomio ribadito dall'evento Fashion Shenzhen, uno degli appuntamenti della recente Milano Fashion Week. Promosso dalla Shenzhen Garment Industry Association (Sgia), ha avuto come epicentro Palazzo Bovara, in corso Venezia, e si è articolato sia in un momento espositivo, sia in una sfilata.

Protagonisti lo Yinger Fashion Group, con i brand Insun, Psalter, Song of Song e Yinger, e il marchio Ellassay (nella foto), che fa capo all'omonima società.

Riflettori accesi anche su 18 nuovi designer: Alexstorm, Chlosio, Deng Hao, Distin Kidny, Esa Liang, Grace Deng, Guyan, Haiping Xie, Kodice, Mascot, Moreline, Oriental Secret, Peaceofrice, Rosew, Rxp, Vmajor, Y-Vision e Zhijiansha.

Nomi che ambiscono a una visibilità internazionale «ed è per questo che siamo qui - spiega Shen Yongfang, chairman di Sgia, organizzazione no profit gestita dalle imprese che operano nel tessile-abbigliamento a Shenzhen -. La nostra presenza a Milano non è peraltro una novità: è il terzo anno che partecipiamo a questa settimana della moda e non ci facciamo mancare neanche New York e Londra. Organizziamo inoltre una nostra fashion week, nel mese di marzo, che porta alla ribalta più di 200 brand».

«Vogliamo comunicare al mondo chi siamo - prosegue -. Un potente distretto produttivo ma, in parallelo, una fucina sempre più attiva di creatività e cultura, in un Paese che non è solo industria ma ha alle spalle 5mila anni di storia».

Da quando Sgia è nata, circa 30 anni fa, Shenzhen ha cambiato pelle: «I nostri marchi stanno crescendo, come si può vedere qui a Palazzo Bovara. Molti stilisti occidentali sono venuti a lavorare da noi e si sono moltiplicate le sinergie con le griffe italiane. Sinergie che con iniziative come questa intendiamo incrementare».

Per avere un'idea della potenza di fuoco di Shenzhen basta dare un'occhiata ai numeri: situata vicino a Hong Kong, questa regione è la prima zona economica speciale della Cina, con un Pil di 286,2 miliardi di euro e 2mila player del settore moda (soprattutto femminile), con 300mila dipendenti e oltre 20mila designer. Il 95% delle label sfornate da queste aziende sono di loro proprietà.

Nel 2017 il volume totale delle vendite di Shenzhen è stato di 29,3 miliardi di euro, con un export di 8,6 miliardi. Forte il legame con Milano, tanto che lo scorso giugno Wang Weizhong, politico di spicco del distretto, ha incontrato il sindaco Beppe Sala per firmare un gemellaggio tra le due città.

Uno sguardo ai due gruppi protagonisti dell'evento di Palazzo Bovara. Il portafoglio di Ellassay, nato nel 1996, è composto dall'omonima griffe insieme ad altre di respiro internazionale: Laurèl dalla Germania, Jean Paul Knott dal Belgio, Iro Paris dalla Francia, Ed Hardy e Vivienne Tam dall'America.

Quanto a Yinger Group, a sua volta fondato nel 1996, ha all'attivo sei brand - oltre a quelli in pedana a Milano, anche Obbligato e l'ultimo arrivato XII Basket - e si occupa di moda, investimenti, ricerca e sviluppo, marketing e servizi. Conta 14 filiali e 1.400 punti vendita, tutti nella Repubblica Popolare.

 

 

a.b.
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