DALLA FINE DEL 2020

Anche Macy’s e Bloomingdale’s dicono basta alle pellicce

Si allunga la lista dei player che bandiscono le pellicce. Questa volta ad abbracciare una strategia animal friendly sono la catena americana Macy’s e la sua controllata Bloomingdale’s, che hanno deciso di diventare fur free dalla fine del 2020.

Il new deal riguarderà tutti i marchi delle due insegne, ma anche i capi dei brand partner. Le pellicce saranno vietate inoltre negli outlet che fanno capo al gruppo, inclusi Macy’s Backstage e Bloomingdale’s The Outlet.

Parallelamente chiuderà The Fur Vault, insegna specializzata nella vendita di capi in pelliccia di lusso.

«Negli ultimi due anni – commenta Jeff Gennette, presidente e a.d. di Macy’s – abbiamo seguito da vicino le tendenze dei consumatori, ascoltato i nostri clienti e ricercato alternative alla pelliccia. Rimaniamo impegnati a fornire ottima moda e valore alla nostra clientela e continueremo a proporre alternative di alta qualità in pelliccia sintetica».

Macy’s e Bloomingdale’s allungano la lista dei marchi impegnati in una strategia fur free: Armani ha annunciato questa scelta radicale nel 2016, preceduto da Hugo Boss (nel 2015), ma il movimento maggiore c’è stato nel 2018 con l’adesione di griffe come Chanel, Gucci, Burberry, Versace, Diane von Fürstenberg e Michael Kors. Prada ha annunciato la messa al bando delle pellicce lo scorso maggio.

Tornando negli Stati Uniti, va ricordato che la California diventerà il primo stato negli Usa a in cui saranno vietati il commercio e la produzione di pellicce.

Un provvedimento che diverrà vincolante nel 2023, disposto lo scorso 12 ottobre dal Governatore della California Gavin Newsom con la legge AB44 “Fur products: prohibition”, il cui iter era cominciato nel dicembre 2018.

Per chi violerà la legge è prevista una multa di 500 dollari per una singola violazione, che sale a 750 dollari in caso di una seconda sanzione, fino a 1.000 dollari per infrazioni ripetute.

a.t.
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