dati preliminari 2021

Brunello Cucinelli a quota 712 milioni (+17,2% sul 2019), prospettiva +10% per i prossimi due anni

Brunello Cucinelli parla di un fiscal year «da annoverare tra i bellissimi, che potremmo definire anno del riequilibrio», commentando i dati preliminari sul 2021, contraddistinti da ricavi netti pari a 712 milioni di euro (+30,9% a cambi correnti sul 2020 e +17,2% sul 2019) e «splendide crescite» in tutte le aree geografiche, con le Americhe in aumento del 36,7% sul 2020 (+15,8% sul 2019), l'Asia del 32,9% (+26% sul 2019), l'Europa del 26,5% (+23,8% sul 2019) e l'Italia del 23,2%, anche se ancora in contrazione del 6,2% rispetto al periodo pre-pandemico.

«Le collezioni primavera-estate 2022 e le pre-collezioni autunno-inverno 2022 hanno ricevuto un grande apprezzamento da parte sia dei buyer, che della stampa internazionale - sottolinea il presidente esecutivo e direttore creativo dell'azienda di Solomeo - e a seguito di tali risultati ci immaginiamo una bella, garbata ed equilibrata crescita intorno al +10% per il 2022 e anche per il 2023».

«Stiamo tornando ai livelli di profittabilità di prima della pandemia e abbiamo concrete aspettative di poter terminare il primo quinquennio 2019-2023 del nostro piano decennale 2019-2028 molto positivamente - si legge in un comunicato - e in misura leggermente superiore rispetto alle attese che avevamo prima che il Covid facesse la sua comparsa».

Tornando al 2021 - anno in cui Cucinelli è stato nominato Designer of the Year da British GQ e ha partecipato come relatore insieme al Principe Carlo d'Inghilterra al G20 di Roma -, si evidenzia tra i canali distributivi il +56% del retail rispetto al 2020 (+23,5% sul 2019), con un peso delle vendite che passa dal 55,9% di due anni fa all'attuale 58,9%. Le boutique in quest'ambito sono 114 (dato al 31 dicembre scorso), dalle precedenti 107, mentre gli hard shop nei department store diventano 43 (erano 31). Da segnalare che diversi monomarca sono stati ampliati tra il 2020 e il 2021: ultimo in ordine di tempo il flagship newyorkese in Madison avenue.

Quanto al wholesale, cui si ascrive un 41,1% del turnover contro il 58,9% del retail, l'incremento è pari al +6,3% sul 2020 e del 9,1% sul 2019. «Nell'anno appena concluso - precisa la nota della casa di moda - il canale multibrand e il network di specialty store hanno mantenuto il proprio ruolo di "guardiani" del brand, fonte di ispirazione e confronto nello sviluppo delle collezioni ready-to-wear, grandi conoscitori delle abitudini e dei comportamenti dei clienti locali».

Nel 2021 è stato attuato un piano di investimenti di 61 milioni di euro, in parte destinati alla distribuzione fisica, showroom comprese, e in parte ai settori digitali, tecnologici e produttivi/logistici. L'indebitamento finanziario netto si è attestato a 23 milioni, dai passati 93,5 milioni (2020) e 30,1 milioni (2019).

Tra i progetti futuri l'espansione a Shanghai e Tokyo degli spazi multifunzionali Casa Cucinelli, già attivi a Milano, Londra, Parigi e New York e, entro il 2028, la riduzione delle emissioni effetto serra, pari al 60% in termini di intensità economica, al 70% per le emissioni "scope 1 e 2" e del 22,5% per quelle "scope 3".

Un'iniziativa in cantiere riguarda il quartier generale di Solomeo, dove nella villa settecentesca con un grande parco, adiacente alla chiesa e al Teatro, sarà allestita una Biblioteca Universale, ispirata alla Biblioteca di Alessandria ideata da Tolomeo I: un'opera promossa dalla Fondazione Brunello e Federica Cucinelli.

Per finire, un bilancio di Repubblica sui primi 10 anni del brand a Piazza Affari: se nel 2011 Brunello Cucinelli fatturava 242 milioni di euro, ora si parla appunto di 712 milioni. Il titolo, come precisa il quotidiano, ha guadagnato il 658%, dai 7,75 euro dell'Ipo ai 58 euro della chiusura del 10 gennaio 2022. Solo nel 2020 c'è stata una flessione, dai 607,7 milioni di ricavi del 2019 a 544 milioni, seguita però da un pronto recupero.




a.b.
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