Delusi gli analisti

Burberry: ricavi annuali flat. Ancora presto per l'effetto Tisci

«Ottimi progressi nel primo anno del nostro piano di trasformazione». Così il ceo Marco Gobbetti commenta il bilancio di Burberry.

Nell’esercizio terminato il 30 marzo il gruppo britannico ha mantenuto i ricavi stabili a 2,7 miliardi di sterline.

L’utile operativo adjusted è sceso del 6% a 438 milioni di sterline, sotto le stime degli analisti che, come riporta l’agenzia Reuters si aspettavano la cifra di 442 milioni di pound.

Come si legge in una nota, sul margine lordo - diminuito di 100 punti base - hanno impattato i cambi e gli investimenti sul prodotto, mentre i costi operativi hanno beneficiato di un risparmio che ammonta a 41 milioni di sterline.

L’utile per azione è invece aumentato del 19% a 81,7 pence e il dividendo è passato da 41,3 a 42,5 pence.

Sulla base di queste indicazioni, il titolo è colpito dalle vendite alla Borsa di Londra (-5,3% in chiusura di seduta).

Nel commentare il bilancio, il chief executive Gobbetti ha spiegato che le prime collezioni disegnate da Riccardo Tisci, che hanno proposto una nuova estetica per il brand ultracentenario, sono arrivate nei negozi alla fine di febbraio.

A bilancio in chiusura rappresentavano solo il 10-15% dell’assortimento totale nelle boutique. «La reazione iniziale dei consumatori - ha sottolineato - è molto incoraggiante».

Il manager italiano ha inoltre confermato l’outlook per il nuovo fiscal year. I ricavi dovrebbero mantenersi stabili. Il piano di trasformazione prede un progressivo risparmio di costi, che dovrebbe arrivare a 135 milioni di sterline in un triennio.

Bruberry ha appena cominciato un programma di trasformazione e riposizionamento del brand, come spiegano i vertici e l’esercizio chiuso in marzo ha posto le basi per rinvigorire il marchio, razionalizzare e investire nella distribuzione e gestire la transizione della gestione creativa (da Christopher Bailey a Tisci).

Il digital è uno dei temi centrali del cambiamento, come dimostra anche la recente partnership con Instagram per il lancio del servizio di checkout, che permette agli shopper digitali di acquistare direttamente dal Burberry Instagram shop.

Sul fronte distributivo è partito il refreshing di una serie di flagship, che in due anni dovrebbe interessare un’ottantina di negozi. In parallelo, con la fine del nuovo esercizio inizierà la chiusura di 38 store non strategici in location secondarie.

Prevista anche una revisione del network wholesale, nell’ottica di abbandonare le insegne non-luxury, che include una serie di chiusure negli Stati Uniti.

e.f.
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