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Renzi: «Fiorucci, spirito libero». Pisapia: «Un milanese vero»

Dopo i commenti a caldo sui social, fioccano le dichiarazioni istituzionali sulla morte di Elio Fiorucci, a partire da quella di Matteo Renzi. «Sono addolorato per la scomparsa di uno spirito libero, un talento creativo che ha saputo tenere insieme l'operosità della sua Milano e dell'Italia in tutto il mondo».

 

«Era un milanese vero, instancabile, con una mente sempre aperta a nuove idee, nuove sfide e nuove avventure - aggiunge il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia -. Nel 2006 il Comune gli aveva consegnato la Medaglia d’Oro di Civica Benemerenza, quale protagonista della storia della moda milanese e italiana».

 

Per il primo cittadino Fiorucci era un «alfiere del made in Italy», ma c'è dell'altro: «Per primo ha infranto i cliché e le regole imposte dalla società del tempo. Le sue storiche boutique di Milano sono state il punto di riferimento per i giovani, in anni di forti cambiamenti culturali».

 

L'assessore Chiara Bisconti pone l'accento sulle doti umane: «Era consapevole dell'importanza del valore dell'etica, sempre impegnato nella difesa dei diritti degli animali. Proprio l'anno scorso aveva collaborato con noi per la realizzazione del libro fotografico "Adottami", sui cani del parco rifugio del Comune, scrivendo un'introduzione molto toccante. La sua sensibilità era speciale e si impegnava per un mondo migliore».

 

Carlo Sangalli, presidente della Camera di Commercio e di Confcommercio Milano, sottolinea come Fiorucci abbia «contribuito a rendere la nostra città più globale e innovativa. Rappresenta quello stile milanese pionieristico, in grado di vedere lontano e che dobbiamo avere sempre presente».

 

Dice la sua anche il Commissario Unico delegato del Governo per Expo 2015, Giuseppe Sala: «Era disponibile e sorridente e non ha mai fatto mancare il proprio supporto all'Esposizione Universale. A lui mandiamo un pensiero speciale e un sincero ringraziamento».

 

Il fotografo Oliviero Toscani ripesca un episodio di tanti anni fa, quando lui e il suo grande amico Elio, con il quale il sodalizio è durato mezzo secolo, furono invitati al Rotary Club di Como e sbattuti fuori, perché negli anni Settanta la moda di Fiorucci era considerata «volgare». «I designer oggi - conclude Toscani - dovrebbero avere la sua foto attaccata al muro, come quella del presidente della Repubblica».

 

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