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Nike: dimissioni a sorpresa per il brand president Trevor Edwards

Giallo sulle dimissioni del brand president di Nike, Trevor Edwards (nella foto). Secondo indiscrezioni di stampa, sarebbe stato "accompagnato all'uscita" in seguito a comportamenti che «non riflettono i valori di inclusività, rispetto ed empowerment della società».

 

È il Wall Street Journal a riportare la possibile motivazione delle dimissioni, citando una fonte interna, che avrebbe precisato: «Non ci sono state denunce dirette, ma quando ci giungono delle lamentele, noi interveniamo».

 

Edwards lascerà il posto ad agosto, ma da subito si limiterà a essere un consulente del chairman, presidente e ceo Mark Parker, in modo da gestire al meglio la transizione.

 

Le dichiarazioni di Parker non lasciano trapelare nulla a proposito di quanto pubblicato dal Wall Street Journal: «Vorrei ringraziare Trevor per l'importante ruolo che ha giocato in 25 anni e per il suo significativo contributo - ha affermato -. Ci ha aiutati a crescere e a rafforzare il marchio su scala globale. Per quanto mi riguarda, resterò al mio posto fino al 2020».

 

Edwards, ha specificato Parker, «ha deciso di ritirarsi, ma siamo fortunati ad avere un management forte e ben strutturato, per affrontare i passi futuri della crescita e proiettare la nostra cultura aziendale nel futuro».

 

Elliott Hill, già al timone di Nike Geographies, assumerà il ruolo di president of Consumer and Marketplace, mentre a Michael Spillane spetteranno i settori Categories, Design, Product e Merchandising.

 

Nike sta comunque rivedendo il proprio organico e le proprie strategie a più ampio raggio: ha tagliato il 2% dei posti di lavoro e ridotto le varianti delle calzature.

 

Nel secondo quarter i ricavi sono saliti del 5%, a quota 8,6 miliardi di dollari, contro un utile netto sceso del 9% a 767 milioni, per effetto del calo del margine lordo e di maggiori oneri di vendita e spese amministrative. Sul mercato nordamericano il turnover del marchio ammiraglio Nike ha accusato un -5%, bilanciato da incrementi a doppia cifra nell'area Emea e in Cina.

 

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