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Tiffany & Co.: l'holiday period delude e il ceo Frederic Cumenal esce di scena

Il giorno dopo il Super Bowl, in occasione del quale Tiffany & Co. ha lanciato la campagna Legendary Style con Lady Gaga testimonial della nuova linea Tiffany City HardWear (nella foto), il gioielliere americano fa un annuncio di tutt'altro genere: se ne va a decorrenza immediata il ceo Frederic Cumenal, sostituito ad interim dal chairman Michael Kowalski. È recente la nomina di Reed Krakoff come chief artistic officer.

 

Secondo Kowalski Frederic Cumenal, in Tiffany dal 2011 dopo 15 anni presso Lvmh, «ha sviluppato il team manageriale e dato un contributo importante a proiettare il marchio verso un successo a lungo termine».

 

Ma il chairman e ceo ad interim non nasconde le criticità degli ultimi tempi, accennando al «disappunto» da parte del board nei confronti dei risultati finanziari relativi ai mesi di novembre e dicembre.

 

Nel cosiddetto "holiday period", archiviato con vendite nette worldwide pari a 966 milioni di dollari (contro i precedenti 961 milioni), si è verificato un andamento a doppia velocità, con risultati positivi in Giappone e Asia-Pacifico e negativi nel continente americano e in Europa.

 

A store comparabili, i ricavi sono calati del 2% e l'iconico negozio sulla Quinta Strada ha dovuto incassare un -14%, anche a causa della vicinanza alla blindatissima Trump Tower.

 

Commentando questi dati, Kowalski ha sottolineato la necessità di accelerare le strategie in corso, in modo da non perdere terreno nei confronti dei competitor dell'alto di gamma. «Il nostro focus - ha affermato - è sulla customer experience, sull'innovazione e i nuovi prodotti, sull'ottimizzazione delle iniziative di marketing, sul network distributivo, sul miglioramento delle operazioni e dei processi e, non ultimo, sulla gestione di capitali e costi».

 

Definendosi «orgoglioso» di aver fatto parte della "famiglia" Tiffany, il dimissionario Frederic Cumenal ha ribadito che Tiffany & Co. ha tutte le carte in regola per affrontare e vincere le sfide future, trasformandole in opportunità.

 

Il top executive aveva assistito in gennaio al passaggio di consegne tra Francesca Amfitheatrof, design director dal 2014 sulla quale aveva puntato molto, e Reed Krakoff, insignito del ruolo istituito ex novo di chief creative officer.

 

Più in generale, come ricorda BoF, si era trovato a guidare Tiffany & Co. in un frangente difficile, scandito dal rafforzamento del dollaro, dalla stretta del governo cinese sulla pratica del gifting e dal rallentamento del mercato del lusso, legato in particolare ai diamanti.

 

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