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Bottega Veneta: si conclude l'era Tomas Maier

Dopo una collaborazione lunga 17 anni, il direttore creativo di Bottega Veneta, Tomas Maier, lascia la casa di moda. Lo stilista era entrato nella maison del gruppo Kering nel 2001, contribuendo a trasformare il marchio, fondato nel 1966 a Vicenza da Michele Taddei e Renzo Zengiaro, in una realtà globale.

«È soprattutto grazie a Tomas se Bottega Veneta è diventata la maison che è oggi – ha dichiarato in una nota François-Henri Pinault -. Gli sono molto grato e lo ringrazio personalmente per il suo lavoro e per l'eccezionale successo che ci aiutato a raggiungere».

Secondo alcuni osservatori che il sodalizio scricchiolasse era però nell'aria, soprattutto alla luce delle performance economiche messe a segno dal brand nelle ultime stagioni, in qualche modo "oscurate" dai risultati brillanti di griffe, sempre del gruppo Kering, come Gucci e Saint Laurent.

Nel primo trimestre 2018, Bottega Veneta ha confermato il momento di impasse, in fatto di ricavi, con un -6,8%, rispetto alla crescita double digit del marchio disegnato da Alessandro Michele (+37,9%) e quello firmato da Anthony Vaccarello (+12%). «Il miglioramento del piano di Bottega Veneta è in corso», informavano a latere dei dati i vertici del gruppo.

A distanza di poco, arriva l'addio di Tomas Maier. Lo stilista aveva lavorato in tandem con il nuovo ceo Claus-Dietrich Lahrs, insediatosi nell'ottobre 2016 dopo l'uscita di Marco Bizzarri, andato a prendere lo stesso ruolo da Gucci.

Intanto si infittiscono i rumour riguardo ai possibili successori dello stilista tedesco: sulla stampa americana si fanno i nomi di Phoebe Philo e Craig Green, quest'ultimo protagonista stasera (14 giugno) con una performance come menswear guest designer a Pitti Uomo.



A cura della redazione
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