Dopo i mesi difficili della pandemia

Hugo Boss: nel 2021 si avvicina ai valori pre-Covid

Hugo Boss si riporta verso i livelli pre-pandemia. Nel 2021 la fashion house tedesca ha registrato una crescita dei ricavi del 43%, a quota a 2,78 miliardi di euro, avvicinandosi sensibilmente ai 2,88 miliardi di euro del 2019. 

L’azienda aveva visto al rialzo l’outlook per l’intero anno nel terzo quarter e ha confermato le previsioni nel quarto, con un aumento del turnover del 51%, a valuta corrente.

Hugo Boss, nota soprattutto per la produzione di abbigliamento formale maschile, è stata duramente colpita dalla crisi sanitaria, che ha annullato gli eventi e costretto le persone a lavorare da casa. Ma il business ha ripreso a muoversi dal secondo trimestre, quando la pandemia ha allentato la morsa e le restrizioni si sono allentate. 

Il nuovo ceo Daniel Grieder, che ha assunto l'incarico a metà del 2021, attribuisce la ripresa anche al positivo impatto della nuova strategia, che sta puntando al riposizionamento dei marchi, con l'obiettivo di ringiovanire l'azienda e tornare ad essere «uno dei 100 marchi leader nel mercato internazionale».

Nel 2021 il mercato più importante di Hugo Boss, l'Europa, ha fornito la maggior parte dei ricavi con l’ultimo quarter in progress del 64%, a quota 546 milioni. Ciò si è tradotto in una crescita del 41% nel corso dell'anno, fino a raggiungere gli 1,74 miliardi di euro.

Sebbene l’America non sia uno sbocco prioritario per l’azienda, l’andamento del business è stato in forte crescita nell’area, con un aumento delle vendite del 71% a 197 milioni di euro nel quarto trimestre e del 78% nei 12 mesi, per un totale di 543 milioni di euro.

Meno brillante le progressione in Asia-Pacifico, con il giro di affari aumentato del 9% nel quarto trimestre e del 22% nell’anno. 

A performare meglio, nel fiscal year, è stato l'abbigliamento casual delle sue due linee principali, Hugo e Boss, rispetto a quello formale.

A fine anno le due linee hanno riportato una percentuale di crescita simile, con Hugo che ha un approccio più casual, in salita del 45% e Boss, il lato più formale dell’azienda, in aumento del 42%.

Boss tuttavia non è ancora tornato ai livelli pre-pandemia, essendo ancora sotto del 2% rispetto al 2019, mentre Hugo ha superato le performance di due anni fa, con un aumento delle vendite del 6%.

Buoni risultati ha riportato il womenswear, anche se vale ancora una piccola parte del business, grazie a una crescita nel 2021 del 46% a 192 milioni di euro.

L’azienda prevede che il trend positivo proseguirà nel corso del 2022 e si aspetta un aumento del fatturato tra il 10 e il 15%, con un giro di affari tra i 3,1 e i 3,2 miliardi di euro. L’obiettivo è raggiungere i 4 miliardi di euro di vendite entro il 2025.

Andrà valutato l’impatto della guerra in Europa sui risultati dell’azienda, che di recente ha interrotto le operazioni in Russia e Ucraina, aree che coprono il 3% dei giro di affari di Hugo Boss nel 2021. 


c.me.
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