Dopo il 2020 in progress

Tatras: «Abbiamo aggredito la crisi con strategie mirate. E nel 2021 ci attendono altre sfide»

In un momento in cui molte aziende sono in difficoltà, desta l’attenzione la case history di Tatras, che ha archiviato il 2020 con un giro di affari di 53 milioni di euro, in progress rispetto ai 50 del 2020.

Merito di una strategia mirata, che ha messo in gioco prodotto, sostenibilità e internazionalizzazione, con il digital a fare da sponda per wholeale e retail. Nel 2021 sono in arrivo nuove iniziative, tra cui un negozio molto particolare, che sarà inaugurato a Los Angeles in marzo.

Per quanto riguarda il prodotto, l’obiettivo è stato arricchire l’offerta, guardando alle giovani generazioni e spingendo l’acceleratore sulla sostenibilità. «Il nostro core – racconta il sales manager Giacomo Serrati - restano i piumini, che si arricchiscono per la prima volta di prodotti realizzati con il nylon rigenerato Econyl. Ma ora ampliamo gli orizzonti con felpe, pantaloni e T-shirt, anche per alimentare il nostro network di monomarca. Intanto guardiamo con crescente interesse alla generazione Z, facendo leva su inedite colab, come quella che abbiamo lanciato lo scorso anno con Riot Hill».

Ben posizionata in Giappone, che insieme a tutta l’Asia copre circa il 65% del turnover, Tatras sta lavorando sulla brand awareness in Europa e negli Stati Uniti, mercato quest’ultimo dove ha di recente dato vita a una società e dove si appresta a sbarcare con un negozio molto particolare, che si inaugura a Los Angeles il prossimo marzo.

«Non sarà un monomarca in senso stretto – chiarisce Serrati – ma uno spazio battezzato Terminal 27, dove troveranno posto le nostre collezioni, ma anche label affini alla nostra per mood e filosofia. Con il prossimo inverno, inoltre, scommetteremo anche sull’apertura di corner e di pop-up».

A proposito di negozi, la label ha messo in atto una strategia digital wholesale e retail per contrastare i disagi creati dal lockdown. Nel flagship di Milano, dalla riapertura dello scorso maggio è stato strutturato un servizio di home delivery che permette al cliente di visitare virtualmente la boutique attraverso WhatsApp, Skype o Facetime.

Il cliente può in questo modo selezionare i prodotti e visualizzarli tramite foto e video forniti dallo staff. Una volta scelti, i capi vengono spediti direttamente a casa del cliente con un servizio di delivery gratuito. Per quanti preferiscono recarsi fisicamente in negozio, c’è la possibilità di fissare un appuntamento e di avere a propria disposizione per un’ora l’intero punto vendita

Sul fronte wholesale l’azienda si è organizzata con un servizio di video call, anche durante la campagna vendita, tramite Zoom e piattaforme analoghe, oltre ad avere scelto di partecipare alla rassegna online Pitti Connect, sia nell'edizione della scorsa estate che in quella in corso. Altro importante canale di dialogo con la forza vendita è Joor, che mette in contatto brand e buyer, digitalizzando l’intera esperienza di vendita.

A proposito di campagna vendita, l’azienda ha rivoluzionato anche le proprie tempistiche di presentazione della collezione. «Se un tempo il grosso dell’offerta, circa il 75%, veniva presentato con la pre-collezione, per la Fall-Winter 2021-2022 abbiamo ridotto questa percentuale al 55% per proporre il restante 45% con la main – chiarisce Serrati -. Un modo per dare alla clientela maggiore tempo e agio per orientarsi e fare ordini mirati».

c.me.
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