Dopo il boom di ricavi

Hermès vara la sua 19esima manifattura della pelle

Hermès ha inaugurato la sua 19esima manifattura dedicata alla pelletteria a Saint-Vincent-de-Paul, comune di poco più di mille abitanti nel dipartimento della Gironda. In partenza il sito produttivo di circa 6mila metri quadrati occupa 150 addetti, ma nei piani del gruppo del lusso, produttore delle iconiche Kelly, dovrebbe arrivare a occupare 260 addetti.

Attualmente Hermès si sta occupando di reclutamento e formazione in stretta collaborazione con il Pôle emploi, il network di istituti pubblici francesi Greta (Groupements d'Etablissements) e il liceo Charles Péguy di Eysines.

All'interno della manifattura si stanno sviluppando una serie di competenze artigianali inerenti la lavorazione della pelle.

Dal 2010 a oggi Hermès ha aperto nove fabbriche di pelletteria in Francia. Fra sellai e pellettieri gli addetti all'interno del gruppo hanno superato quota 4mila.

Altre manifatture in fase di realizzazione, per cui proseguono formazione e assunzioni sono a Louviers (nel dipartimento Eure, in Normandia), Tournes (Ardenne) e Riom (Puy-de-Dôme).

Poco prima delle 15 le azioni Hermès segnano un rialzo di oltre 2 punti percentuali alla Borsa di Parigi, al prezzo di 1.317,5 euro per azione. L’indice Cac 40 segna invece un debole +0,2%.

Nei primi tre mesi del 2021 le vendite del gruppo parigino hanno raggiunto i 2,1 miliardi di euro, registrando un aumento del 44% sullo stesso periodo del 2020 e un +33% rispetto al primo quarter del 2019.

I ricavi consolidati a sei mesi sono così saliti a 4,2 miliardi: +70% rispetto a un anno prima (+77% a cambi costanti) e +33% a cambi costanti rispetto alla prima metà del 2019. Hermès ha beneficiato soprattutto dell’accelerazione dell’Asia (Giappone escluso), dove ha messo a segno un +87% e un +70% in confronto rispettivamente al 2020 e 2019.

Il risultato operativo della gestione caratteristica si è attestato a 1,72 miliardi, dai 535 milioni al 30 giugno 2020 e dagli 1,14 miliardi della prima metà del 2019. L’utile netto è passato da 335 milioni a 1,17 miliardi.

e.f.
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